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Volontariato, gli scaut di Cirò Marina partecipano agli Special Olympics di Biella

A Biella erano piĂą di 2000 gli atleti impegnati in numerose discipline, dislocate su decine di impianti, per i partecipanti “un’esperienza vissuta intensamente”

Oscare Grisolia

, venerdì 29 Giugno 2012.

Gruppo di volontari con la responsabile Sacco Lucia

CIRO’ MARINA – Partiti alla volta di Biella, il 17 giugno scorso, come abbiamo riferito, i volontari Scaut Raider di Cirò Marina, guidati dalla responsabile nazionale dei volontari Soi, per l’equitazione, Lucia Sacco, unitamente alle insegnanti del Centro D’Infanzia Baby Kinder Park, Pamela Tangari e Stefania Scalise, sono rientrate nella settimana dopo un intenso, emotivo e partecipato servizio di volontariato in assistenza agli atleti Special Olympics. Dal 18 al 25 giugno si è svolto il loro servizio di volontariato in occasione della diciottesima edizione dei giochi nazionali estivi d’Italia. Si tratta di un programma internazionale di allenamenti e competizioni atletiche per persone con disabilitĂ  intellettiva. A Biella erano piĂą di 2000 gli atleti impegnati in numerose discipline, dislocate su decine di impianti che dove hanno potuto tradurre nella pratica sportiva il giuramento Special Olympics: “che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”. Quando, in occasione della solenne Cerimonia d’Apertura, che si è svolta il 19 sera, è stato acceso il tripode dichiarando così ufficialmente aperti i 28° Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, Biella 2012. Un evento atteso con ansia dalle miglia di atleti con disabilitĂ , ma anche da genitori, famiglie e tecnici, il piĂą grande dell’anno, per numero di discipline coinvolte e di atleti in gara, un bellissimo spettacolo di abilitĂ  sportiva e di contagiosa ed emozionante gioia di esserci. Hanno potuto così vivere proprio questa “contagiosa” gioia di partecipare ed esserci, che orami da dodici anni vede i volontari “Scaut Raider “ di Cirò Marina, ai quali quest’anno si sono aggiunte le due insegnanti del Centro D’Infanzia Baby Kinder Park, facendo sì che, come sempre, il loro “volontariato” fatto di donazione, sostegno e amore per i tanti disabili che in quelle giornate hanno invaso Biella. La responsabile nazionale, Lucia Sacco, pertanto, visibilmente stanca ma soddisfatta con i nostri volontari, Stefania Scalise, Pamela Tangari, Federica Marando, Oscar Matteo Gagliardi e Stefano Sotira, sono rientrati dopo un lungo viaggio in treno e pulman, provati ma visibilmente felici e orgogliosi per avere dato, ma anche ricevuto, come ci hanno voluto dichiarare le due “nuove” volontarie, Stefania e Pamela. Un gesto di “volontariato” di cui la cittĂ  intera deve essere orgogliosa. Queste le dichiarazioni raccolte:

Il gruppo vicino il braciere olimpico

Tangari Pamela: “Circa una settimana fa sono partita per Biella per vivere la mia prima esperienza di volontariato alle Special Olympics. E’ stata un’esperienza vissuta intensamente che ha reso migliore la mia interiorità. Stare a contatto con alcune problematiche reali, ma lontane dalla mia realtà, mi hanno fatto comprendere l’importanza dei piccoli gesti anche quelli più semplici che ognuno di noi dà per scontato nel quotidiano. Sono partita con l’idea di offrire qualcosa di me agli atleti speciali, invece loro, insieme alle famiglie, hanno animato le mie giornate regalandomi forti emozioni e arricchendomi la vita di bei momenti che custodirò per sempre. Un’esperienza unica ed emozionante dove mi ha fatto comprendere che tutto è possibile”.

Stefania Scalise: “Dopo aver vissuto l’esperienza di volontariato alle Special Olympics posso felicemente confermare di aver portato a casa un bagaglio di ricordi ed esperienze uniche ed indescrivibili, grazie agli atleti speciali che con la loro forza di volontà ed impegno mi hanno insegnato che nessuna meta è irraggiungibile e se ciò non fosse possibile, l’importante è aver messo in atto tutte le forze possibili. Ogni giorno sono stata onorata e gratificata con sorrisi e abbracci che i giovani atleti mi hanno regalato, rappresentando per me il più bel dono che avrei potuto ricevere”.

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