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Caretta caretta a Cariati, le uova ci sono

Sopralluogo del prof. Mingozzi del dipartimento di ecologia dell’UNICAL conferma la presenza del nido, l’area è stata dunque recintata e segnalata con un pannello

La Redazione

, sabato 30 Giugno 2012.

Area di spiaggia transennata

CARIATI – Mare amato dai delfini e spiagge preferite dalle tartarughe. Nessun dubbio ha ormai il Sindaco Filippo Sero, più che soddisfatto di quella che egli stesso definisce il più bel regalo estivo per la comunità cariatese e per le sue attese ed ambizioni turistiche. Le uova della Caretta Caretta sono state ufficialmente localizzate. L’attesa conferma, non scontata, è giunta all’alba di stamani, a seguito del sopralluogo tecnico eseguito dal professor Antonio Mingozzi del dipartimento di ecologia dell’Unical, responsabile del progetto Tartacare, accompagnato dal dirigente comunale Tonino Ddell’Anno. Nessuno aveva in effetti visto le uova. Qualche dubbio poteva dunque ancora esserci ora non più. Il Prof. Mingozzi le ha individuate e viste. L’area è stata dunque recintata e segnalata con un pannello. Il Comune ha lasciato delle transenne. Per ora, quindi, le uova della tartaruga approdata a Cariati restano lì. Bisognerà, certo, attendere l’evolvere della situazione. “Vi è un altro problema da affrontare – chiarisce il Prof. Mingozzi. E cioè la questione luci, di notte, sul luogo del nido. Potrebbero infatti disorientare i piccoli alla schiusa. In casi simili – spiega – se vi sono dei disturbi, esistono sistemi per facilitare l’arrivo al mare delle tartarughe. Se si vuole tenere lì il nido – va avanti l’esperto – sarebbe opportuno spegnere le luci.

Già da questa sera – prosegue – valuteremo l’impatto luminoso, sia dei lidi vicini che quelle del Lungomare. Se constateremo livelli di insicurezza rispetto alla schiusa (prevista per i primi di agosto circa), sposteremo il nido. In caso di trasloco – continua – ci stiamo attivando per verificare spiagge vicine. Dovremo trovarci pronti e sapere già dove spostare. L’idea è ovviamente quella di traslocare eventualmente in siti il più possibile vicini all’attuale. Ognuno di noi, a diverso titolo e con le diverse funzioni, ha e deve dimostrare massima responsabilità. La partecipazione della comunità locale è essenziale. Devono essere gli stessi cittadini a tutelare il nido. La schiusa è e sarà un evento importante, che non capita tutti i giorni e che invita a riflettere anzi tutto sul rispetto della propria terra e delle proprie risorse, anche in chiave di promozione territoriale, turistica, paesaggistica e culturale”.

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