...


Ad Amendolara centro di ricerca Unesco

Firmato l’accordo con 9 comuni e l’Unical, territorio si candida a diventare 9° riserva Mab

La Redazione

, lunedì 02 luglio 2012.

I sindaci alla firma dell'accordo con l'Unesco

AMENDOLARA – Un centro di formazione e ricerca Unesco ad Amendolara, comune capofila dell’accordo di cooperazione internazionale siglato tra i 9 comuni dell’alto jonio cosentino e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Green economy, amministrazioni comunali unite per il Premio Eco and the City “Giovanni Spadolini”, l’oscar delle best practices della tutela del territorio e del paesaggio e della salvaguardia dei beni culturali e ambientali. L’alto jonio cosentino si candida a diventare la nona riserva italiana della biosfera nell’ambito del MAB (Man and the Biosphere), in tutto il mondo vi sono attualmente 553 Riserve, di cui 8 in Italia. Sintesi, metodo e progetti a breve termine. Si cominceranno a vedere già tra sei mesi i primi risultati dell’accordo firmato, lo scorso venerdì 29 giugno, all’ombra della suggestiva Torre Spaccata di Amendolara. Da Alessandria del Carretto a Castroregio, da Canna a Nocara, da Roseto Capo Spulico a Rocca Imperiale da Montegiordano ad Oriolo. L’intero territorio ha risposto presente all’appuntamento al quale hanno partecipato, in qualità di giudici e promotori, la dott.ssa Annnaterea Rondinella, Segretario Generale della Federazione italiana Unesco ed il prof. Giuseppe Roma dell’Università della Calabria.

“Promuovere l’identità dell’alto jonio cosentino in chiave territoriale. È, questo – ha dichiarato il Sindaco Antonello Ciminelli – l’obiettivo del progetto che, siamo contenti, i 9 comuni interessati, ognuno per la sua parte, hanno saputo cogliere come occasione da non lasciarsi scappare”. “Un unico paniere – ha aggiunto il primo cittadino della città dell’Isola di Ogigia – dove inserire oltre ai beni materiali, già mappati, anche i beni immateriali”. “Nel progetto – a spiegato la dott.ssa Rondinella – andranno inseriti, oltre al patrimonio paesaggistico e monumentale, anche tutti quei “saperi” rappresentati, per esempio, dagli antichi mestieri, dalle produzioni tipiche dell’agroalimentare ed enogastronomiche. Si parte quindi dal censimento di questi beni, tra i quali non mancheranno, certamente, il castello di Roseto Capo Spulico, i limoni di Rocca Imperiale, le fave ed i piselli di Amendolara”.

9 visite 



image_print
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *