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Nicodemo Oliverio: difendere la ‘ginestra bianca’

Un articolo che in poco tempo ha fatto il giro di giornali on line e cartacei in tutta Italia.

LaRedazione

CIRO', mercoledì 31 ottobre 2012.

Ginestra bianca fiorita

Nicodemo Oliverio: difendere la “Ginestra bianca”, patrimonio naturalistico di Cir√≤.¬†“Tutelare e scongiurare il rischio di distruzione di un’area¬†di straordinaria bellezza naturalistica, rientrante tra le zone speciali SIC destinate ad essere designate zone speciali di conservazione e protezione, e che costituisce l’habitat naturale della ¬ęGinestra bianca¬Ľ,¬† pianta a serio rischio estinzione che attende una adeguata tutela da parte dello Stato,¬† della Regione Calabria e della provincia di Crotone al fine di evitare che venga distrutto un esemplare unico di biodiversit√† in Italia”. E‚Äô quanto chiede – si legge in una nota stampa –

Oliverio onorevole Nicodemo

il capogruppo del Pd in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati¬† Nicodemo Oliverio in una interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Ambiente e ¬†delle Politiche agricole alimentari e forestali. Di questa rara e preziosa pianta, ricorda Oliverio, “in Italia se ne trovano alcuni esemplari in Sicilia ma cresce prevalentemente a Cir√≤, in provincia di Crotone, sulle dune in localit√† Marinella a partire dal torrente Santa Venere sino al bivio Cir√≤-Torretta dove all’interno della stessa area si trovano esemplari di Lentisco, l’Artemisia variabilis, Asphodelus fistulosus, la spettacolare spina gialla: Calycotome infesta, il Rosmarino selvatico ed altre pianta che vanno estinguendosi”. “Nonostante questo territorio – afferma il capogruppo democratico Oliverio – costituisca una ¬ęAREA SIC¬Ľ, (siti di importanza comunitaria)

Duna dell elefante – nuovo rinvenimento

e pertanto inserito nelle aree sottoposte a vincolo ai sensi del Decreto del Ministro dell’ambiente 3 aprile 2000, ancora oggi risulta completamente abbandonato e incustodito, ma quel che √® peggio, √® che alcune persone non distinguendo una ginestra bianca da quella gialla, ne fa legna da ardere, compiendo un grave danno all’ambiente e alla biodiversit√†” come denunciato dal professore Giuseppe De Fine, socio onorario della societ√† botanica italiana, collaboratore della rivista ¬ęPro-Natura¬Ľ¬† esperto di piante tossiche e aromatiche che crescono nel Crotonese, protetta anche dal museo di storia naturale ed orto botanico dell‚ÄôUniversit√† della Calabria. De Fine √® stato colui che ha riscoperta questa pianta nel lontano 1990 quando lo stesso botanico fece i primi studi su di essa, presso l‚Äôuniversit√† di Pisa, ¬†facendola conoscere¬† a chi fino ad allora l‚Äôaveva ignorata. “E‚Äô quindi indispensabile ‚Äst conclude Oliverio – promuovere al pi√Ļ presto tutte le iniziative necessarie per la tutela della Ginestra bianca al fine di preservarla dalla scomparsa tutelando un classico esempio di biodiversit√† e promuovendo, anche per questa via, la valorizzazione¬† del territorio”. Intanto buone notizie giungono dall‚Äôamministrazione comunale la quale intende¬† proteggerla ricorrendo¬† al progetto Life della comunit√† europea e¬† alla videosorveglianza di tutta l‚Äôarea Sic che nel frattempo √® passata dai 41 ettari fino ai 71 ettari tra i due ponti estremi:Marinella e 91.

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