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Presentato ‘Il tramonto del Boss’

Il nuovo libro di Nicodemo Malena ha suscitato un animato dibattito al termine della presentazione a Palazzo Porti

Oscare Grisolia

CIRO' MARINA, giovedì 27 Dicembre 2012.

Una prefazione a 360 gradi, così potremmo definirla, quella illustrata dal dott. Giuseppe Spadafora, del libro “Il tramonto del Boss”, di Nicodemo Malena. Un libro dal titolo significativo che ha suscitato un animato dibattito al termine della presentazione. Giuseppe Spadafora ne ha tracciato la biografia, i collegamenti storici dei tempi della comune giovanezza, la storia dei luoghi vissuti dall’autore, i tempi diversi, quasi un’ispezione antropologica dell’autore e del suo vissuto. E’ stato, per i numerosi presenti nel salone di Palazzo Porti, quasi un lento ripercorrere l’atmosfera del tempo che fu  rivisitarne la sua semplicità, ma allo stesso tempo le sue contraddizioni e la sua storia, fatta di cose semplici ed aspre allo stesso tempo. Basta leggere alcuni passi, fra i quali quello utilizzato per la presentazione “….Ed eccoli ancora lì, nello stesso vicolo che li aveva visti nascere. Bambini dalle mani sporche e le unghie nere di terriccio.

Le facce imbrattate di fango…alcuni scalzi, altri con scarpe informi e senza lacci…” o quelli successivi letti in sala dalla dicitrice Dina De Marco e dal “consumato” attore, Nicodemo Iacovino, che hanno “prestato” la loro voce, le loro inflessioni poetiche per dare corpo ad altri passi del libro, per capire e rendersi conto di quanto sia stato poi, articolato e quanto interessante, l’ intervento del professore Francesco Ierise che si è chiesto perché la figura di Antonio Santangelo, soggetto principale del libro, fosse stata presentata come un boss dalle molteplici sfaccettature: perfido e romantico, generoso ed avido, un uomo crudele e, in qualche modo, ricco di umanità, il quale, alla fine dei suoi giorni, pare redimersi addirittura facendo il segno della croce. Indubbiamente una figura che suscita qualche perplessità nel lettore che è costretto a chiedersene la motivazione. Sulle figure femminili si è invece soffermato il dottor Giuseppe Russo, riscontrando nelle donne di mafia un radicato quanto sofferto, oggi quanto mai anacronistico, senso dell’onore; sentimento che l’autore ha saputo ben esprimere nei dialoghi di cui è ricca l’opera letteraria. Nicodemo Malena, nel corso della presentazione del suo libro, è riuscito a sollevare dubbi, interrogativi, opinioni: non resta che leggerlo per capire “ un’anima in grado di abbandonarsi a sensazioni ancora del tutto umane”.



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