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Stanchi dei Soliti: Ryanair a Crotone entro settembre o dimissioni

Arcuri: “Non vogliamo l’ennesima illusione, l’approdo di Ryanair non deve essere un bluff”

La Redazione

crotone, mercoledì 03 luglio 2013.

Aereoporto Crotone“Inizialmente a metà maggio, dopodiché nel cuore della stagione estiva e, infine, il posticipo a settembre/ottobre per l’inizio dei voli Ryanair dall’aeroporto di Crotone. Se nemmeno quest’ultima data sarà rispettata, il movimento Stanchi dei Soliti inviterà la vicepresidente della Regione Antonella Stasi a rassegnare le dimissioni, poiché ha più volte sbandierato l’arrivo della compagnia irlandese che ancora nessuno di noi ha visto decollare – lo afferma in una nota Andrea Arcuri dello stesso movimento. Dagli ultimi comunicati di Cesare Spanò ad Enav ed Enac e dalla sollecitazioni di Confindustria al Ministero dei trasporti, pare che ci siano difficoltà a reperire le risorse finanziare per fronteggiare l’ennesimo problema sorto: l’attivazione del servizio della torre di controllo ATC (Air Traffic Control), di cui il nostro aeroporto è sprovvisto. Da alcune stime elaborate da Enav, si evince che tale operazione comporterebbe un aumento dei costi per il nostro aeroporto che varia da 1.4 a 1.7 milioni di euro, a cui vanno aggiunti circa 500 mila euro annui per il «servizio di torre». Considerato che quella di Ryanair rappresenta una delle più importanti opportunità di sviluppo degli ultimi anni, siamo estremamente convinti che la Regione Calabria, i comuni e tutti gli altri enti azionisti (il cui fatturato annuale complessivo supera il miliardo di euro) possano reperire i 3 milioni di euro circa per sostenere i costi di cui sopra. Si tratterebbe di risorse finanziarie ben investite, in quanto l’approdo di Ryanair ha fatto la fortuna di tutte quelle cittadine in cui la società irlandese si è insediata. E siamo altrettanto convinti che la nostra Regione abbia la capacità di esercitare in modo influente la dovute pressioni su Enav per restringere i tempi dell’operazione.

Tali pressioni non devono limitarsi, com’è stato fatto finora dalla vicepresidente della regione, alla spedizione di qualche comunicato stampa che solleciti Enav all’implementazione del servizio ATC. Ma è necessaria una presenza istituzionale costante presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (a cui Enav fa capo) al fine di ottenere dal ministro di centro-destra Maurizio Lupi delle risposte concrete, anche in virtù dell’affinità politica che vi è tra la giunta regionale e tale ministero. In altre parole, le risorse finanziarie e i presupposti politici per mandare avanti questa operazione non mancano. Manca forse, come qualcuno ha scritto, la volontà politica. A dire il vero, le perplessità il nostro movimento le aveva esternate sin dal mese di aprile, quando ci domandammo pubblicamente se il ridondante problema degli alberi fosse una copertura ad ostacoli di diversa natura. In ogni caso, abbiamo voluto credere fino in fondo in questo progetto, tant’è che a metà maggio, a seguito della conferenza stampa attraverso cui veniva annunciata la stipulazione del contratto tra Ryanair e l’aeroporto S.Anna, il nostro movimento si era persino congratulato con gli autori di questo pseudo successo per il territorio. Adesso non vogliamo che si tratti dell’ennesima illusione: l’approdo di Ryanair non deve essere un bluff. Pertanto, se entro settembre/ottobre la compagnia irlandese non decollerà dall’aeroporto S.Anna, è opportuno che la vicepresidente della regione Antonella Stasi rassegni le dimissioni poiché, sbandierando più volte l’approdo di questa importante compagnia, avrebbe illuso i tanti cittadini di Crotone che alla vicenda Ryanair ci hanno creduto e ci credono tuttora”.



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One Response to Stanchi dei Soliti: Ryanair a Crotone entro settembre o dimissioni

  1. Lucia Rispondi

    3 luglio 2013 at 13:36

    Le vacanze si stanno avvicinando; trenitalia ha annunciato il ripristino del diretto Milano-Crotone – una presa in giro, da mesi si parla della Ryanair che arriverebbe a Kr, anche qui una presa in giro. È più facile arrivare in un paese del terzo mondo che in Calabria, e l’unica cosa che si fa: parole. A quando i fatti?

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