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La cappella di Santo Stefano, sara’ oggetto di un prossimo restauro

Il parroco don Giovanni Napolitano è in attesa della soprintendenza

LaRedazione

Ciro', giovedì 09 Gennaio 2014.
Santo Stefano

Santo Stefano

L’antica cappella dedicata a Santo Stefano, sarà oggetto di un prossimo restauro, il parroco don Giovanni Napolitano è in attesa della soprintendenza. Intanto esiste già un progetto di restauro già vagliato dalla stessa soprintendenza con esito positivo, redatto dall’architetto Ciccopiede. Si tratta di una delle più antiche cappelle esistenti tappezzata in mattoni sottili con muratura in pietra, cunicoli laterali ed una botola sotterranea. La cappella è annessa alla chiesa de Plateis, questa probabilmente era l’antica chiesa dedicata a Santo Stefano poi diventata successivamente de Plateis, con la costruzione delle tre navate. Dunque in origine la chiesa de Plateis era dedicata a Santo Stefano, dove sopra il piccolo altare di marmi policromi, all’interno di una antica cornice, si trova uno splendido dipinto raffigurante il martirio di Santo Stefano, attribuito al grande pittore della scuola napoletana Basile. Un originale pavimento in cotto tipo “Francescano”è ancora oggi visibile, mentre una entrata a volta, ora murata, rappresentava l’ingresso principale, mentre al centro dell’unica stanza, esiste una botola sotterranea, dove venivano seppelliti i morti. Probabilmente la cappella esisteva già nel 1200-1300, restaurata ad opera dei Francescani giunti a Cirò, come testimoniano le caratteristiche della cupola e del pavimento dedicato a Santo Stefano, il cui culto iniziò nel 415 D.C., cioè dopo il ritrovamento del corpo del santo, avvenuto il 18-19 Dicembre. Fu lapidato nel 40 D.C.. Era il primo martire del cristianesimo, uno dei primi sette Diaconi, cioè eletto dai 12 Apostoli, ed era deputato a distribuire alimenti ed elemosine ai fedeli bisognosi e distribuiva Eucaristia ai malati. Del ritrovamento del corpo lo annunciò San Paolo in atti degli Apostoli: “si dice che ebbe da uomini Pii, degna sepoltura”. In Occidente il culto del Santo venne portato da Paolo Orosio ma il suo culto si diffuse solo nel 805-808. La prima chiesa in suo onore si trovava a Gerusalemme, all’interno della chiesa di Sion, dove erano conservati i suoi resti. Paradossalmente in Italia ad Ancona già prima del 415 D.C. esisteva la prima chiesa dedicata a Santo Stefano, dove si conserva una pietra usata nella sua lapidazione(lo scriveva Sant’Agostino). Ben presto si diffusero anche a Roma, sulla via Latina, dove la Vergine di Metriade fece costruire la prima basilica di Santo Stefano sotto il pontificio di San Leone Magno. Quindi già nel 415 una piccola chiesa dedicata al Santo poteva esistere, ma siccome solo i monaci, i quali si spostavano in tutta Italia per fondare monasteri potevano conoscere la storia del santo, quindi solo con il loro avvento nel territorio cirotano (i primi furono i francescani d’Assisi 1362), potevano portare con loro il culto di Santo Stefano, al punto di ergere una piccola cappella in suo nome , oppure se già esisteva, avrebbero col loro arrivo restaurata ciò che già esisteva. Infatti il resto della chiesa, avanzata successivamente è di fattura più moderna, e che solo successivamente portò il culto dell’Assunta in cielo, visto che questo era diffuso ai primi del 900, facendo variare negli anni il suo destino. Infatti fino a qualche anno fa veniva celebrato il culto della Madonna di Pompei, che si festeggiava il 15 Agosto, anche se la Madonna di Pompei la chiesa la festeggia il 7 Ottobre. Gli anziani raccontano che già nel 1952 il culto della Madonna di Pompei esisteva già, infatti vi era un comitato presieduto da Benedetto Caparra, che organizzava ogni anno tale festa, e che nel largo Arenacchio si svolgeva una grande fiera di animali, con feste, giochi; solo successivamente la festa della Madonna di Pompei, correva l’anno 1968 continuava con un altro comitato presieduto da Francesco Aloisio e da Arturo Vetrice, era la festa più importante di Cirò che si svolgeva presso la chiesa omonima a Sant’Elia. Dunque dagli anni 50 agli anni 70 invece di celebrare la santa che da il nome alla chiesa:SS Maria Assunta in cielo, veniva festeggiata la Madonna di Pompei, anche se la sua festa era due mesi più tardi. Negli anni 70 inizi 80, anche questo culto viene abbandonato. Successivamente proprio all’interno della chiesa venne ritrovato l’antico quadro dedicato alla Santissima Assunta in Cielo, che ora primeggia sul trono che gli compete come lo è stato da quando il nome della chiesa passò per motivi ancora sconosciuti da Santo Stefano a SS. Maria Assunta in Cielo, oggi De Plateis. Anche i frati cappuccini (1619)allocati dove ora sorge il cimitero, avevano scelto questo posto che all’epoca si chiamava Santo Stefano, e non solo, anche sul colle Cozzo Leone, anticamente si trovava una cappella guardo caso dedicato ancora una volta a Santo Stefano. Sarà forse il vero santo protettore del paese visto che si trova e si trovava dappertutto? Dopo tutto è il primo protomartire, e Cirò è un paese antichissimo risalente al 13° sec a.c.
Giuseppe De Fine

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