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Unical, successo in Spagna per l’Utilita’ dell’Inutile

Il libro di Nuccio Ordine al secondo posto tra i piu’ venduti

La Redazione

rende, martedì 14 Gennaio 2014.

Nuccio OrdineE adesso il saggio di Nuccio Ordine conquista anche la Spagna, confermandosi ormai come un fenomeno editoriale europeo: L’utilità dell’inutile (edito in traduzione castigliana da Acantilado e in traduzione catalana da Quaderns Crema) figura, infatti, da tre settimane al secondo posto nella classifica dei libri più venduti nella sezione dei tascabili (che comprende anche romanzi e grandi bestseller) pubblicata il 28 dicembre 2013 e l’11 gennaio scorso sul quotidiano madrilegno ABC. Già tre edizioni in meno di quattro settimane. Dopo lo straordinario successo registrato nei primi mesi del 2013 in Francia (la casa editrice Les Belles Lettres ha stampato quattro edizioni), in Italia il libro edito da Bompiani, figura ancora nella classifica stilata da Arianna (per la settimana dal 30 dicembre al 5 gennaio) al terzo posto nella saggistica (da fine settembre a prima di Natale sono state stampate 8 edizioni per un totale di 41.000 copie). Sull’onda di questo boom sono in corso le traduzioni in tedesco (Graf Verlag), in rumeno (Humanitas), in greco (Agra) e perfino in coreano (Ahn Graphics). Il successo di pubblico in Spagna è stato accompagnato anche da una calorosa reazione dei media nazionali. A Nuccio Ordine, infatti, la più importante trasmissione culturale spagnola «Pagína 2» (in onda sulla seconda rete della TVE e condotta da Óscar López) ha dedicato la puntata del 1 dicembre, annunciando sul sito web l’incontro con «il grande intellettuale italiano» come un’eccezione per un programma dedicato soprattutto alla narrativa contemporanea. Ma il saggio di Ordine ha avuto notevole spazio pure in un’intervista concessa a TV3 (trasmessa nel Tg del 19 dicembre) e in un dibattito radiofonico («Julia en la onda») andato in onda proprio il 31 dicembre con gli interventi di tre noti giornalisti su «Onda Cero», l’emittente iberica al secondo posto per indice di ascolti.

Lo stesso grande interesse hanno mostrato i quotidiani. Su «El País», il più importante giornale spagnolo, sono stati già pubblicati – oltre all’intera copertina della pagina cultura, con intervista da Parigi apparsa l’8 gennaio scorso, segnalata con un richiamo in prima pagina – ben tre articoli nelle rubriche a cura di Fernando Savater (filosofo di prestigio internazionale), di Jordi Llovett (noto saggista e scrittore) e di Francisco Calvo Serraller (grande storico dell’arte, ex direttore del Museo del Prado e membro della Reale Accademia delle Belle Arti di San Fernando). Su «La Vanguardia», invece, sono apparse due interviste con enorme rilievo: la prima realizzata da Eusebio Val (corrispondente da Roma) e la seconda da Ima Sanchís nella celebre rubrica «La Contra», una delle pagine più lette nel mondo della carta stampata spagnola. Altri articoli molto positivi sono stati pubblicati su numerosi quotidiani: «Ara» (Jordi Nopca e Ignaci Aragay), «ABC» (Sergi Doria), «La Nueva España» (Francisco García Pérez), «El periódico de Catalunya», «El punt Avui» (Xavier Gracet), «Diario de Ávila», «Malaga Hoy» e «Menorca Diario Insular». Nuccio Ordine, tra l’altro, ha partecipato a ben due presentazioni de L’utilità dell’inutile: la prima (con Fernando Savater) a Madrid, il 28 novembre, nella sede prestigiosa del Círculo de Bellas Artes e la seconda (con la prof.ssa Maria José Vega) a Barcellona il 12 dicembre, nella sala conferenze dell’Istituto Italiano di Cultura.
Proprio il 2 gennaio l’agenzia di stampa EFE (al quarto posto nel mondo, con una diffusione capillare soprattutto in Spagna e nei paesi sudamericani) ha lanciato un’intervista su L’utilità dell’inutile intitolata «Nuccio Ordine dice che lottare contro la corruzione è la risposta alla crisi». Lo stesso entusiasmo dilaga nei blog su internet dove numerosi lettori esprimono la loro adesione alla difesa dei cosiddetti saperi inutili: artisti, studenti, insegnanti, musicisti sottoscrivono il “manifesto” di Nuccio Ordine che ha avuto il merito di lanciare un grido d’allarme per salvaguardare dai pesanti tagli dei governi europei la scuola, l’università, la ricerca scientifica di base, le biblioteche, i musei, gli archivi di Stato, gli scavi archeologici, i teatri e tutte quelle attività culturali che nutrono lo spirito.

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