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Riforma forense, Molinari (M5S): a rischio scomparsa migliaia di avvocati

“Andranno ad aggiungersi ai milioni di disoccupati”

La Redazione

catanzaro, venerdì 14 febbraio 2014.

Avvocati“Siamo sempre piĂą convinti che questo sia un Governo del “parlare” piĂą che del “fare”. Ad oggi, il premier Enrico Letta e tutta la maggioranza si vantano di lavorare in difesa dei giovani e dell’occupazione ; peccato però che, poi, alle parole non corrispondano mai i fatti – ad affermalo Francesco Molinari M5S. Ci riferiamo alla legge di riforma forense del 31 dicembre 2012, n 247, recante “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”. Il nuovo provvedimento – tra le altre cose – sancisce l’obbligo di iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense per tutti gli avvocati iscritti all’albo : gli avvocati che vogliono esercitare la professione dovranno versare comunque i contributi minimi previsti dalla legge, a prescindere dalla loro capacitĂ  reddituale.

Invece di migliorare le condizioni lavorative dei cittadini le si peggiora; invece di tendere a salvaguardare la dignitĂ  ed il decoro di chi esercita la professione – e pensiamo, soprattutto, a quei giovani avvocati ai quali ne sarĂ  precluso il concreto ingresso – si incentiva la massimizzazione del profitto. Non serve la sibilla per prevedere cosa comporterĂ  questa norma per il futuro: la scomparsa professionale di migliaia di avvocati che andranno ad aggiungersi – oltre ai neolaureati – ai milioni di disoccupati italiani. Il Movimento 5 Stelle non può tollerare che il Governo continui a rimanere indifferente, di fronte a leggi che non intaccano i privilegi ed addossano alle classi piĂą deboli l’onere di sostenere ceti parassitari. Vogliamo appoggiare la protesta da parte di chi, giĂ  in molti Tribunali del nostro Paese, sta raccogliendo le firme per eliminare quello che noi consideriamo un ostacolo insormontabile all’esercizio di una professione indispensabile alla Giustizia. Ci impegneremo a chiedere, nelle sedi opportune, l’eliminazione di tale disposto perchĂ© non possiamo accettare che le libertĂ  civili nel nostro Paese vengano svendute in favore del numero delle fatture emesse”.

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