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Ciro’ Marina, taglio del nastro per la mostra su Gangale – FOTO

Presentato il fumetto sulla storia del filosofo. Il dirigente Anania: la cultura aiuta a vivere meglio

Oscare Grisolia

ciro' marina, venerdì 17 ottobre 2014.

Inaugurazione mostra Giuseppe Gangale (1)“Già nel 1998 in qualità di presidente del Distretto Scolastico di Cirò Marina, la Prof.ssa Serafina Rita Anania, oggi dirigente dell’I.I.S. Gangale, aveva organizzato un convegno scientifico “nell’anno di Gangale” in collaborazione con altre autorevoli intervenuti, ma soprattutto, ha voluto ricordare la stessa Dirigente in apertura dei lavori di presentazione del libro dedicato a Giuseppe Tommaso Saverio Domenico Gangale, con la collaborazione dell’indimenticato sindaco, Giuseppe Astorino, al quale con un emozione sono state dedicate di caro ricordo a riconoscenza. Sentimento espresso precedentemente nel suo intervento iniziale dallo stesso Sindaco Roberto Siciliani che ha speso parole di vivo ringraziamento all’Istituto per l’iniziativa, concordando con al dirigente di fare diventare la mostra su Gangale, inaugurata nella mattinata del 15 ottobre, e donata all’Istituto dallo scrittore e giornalista Vito Barresi, permanente, per potere essere resa fruibile da un pubblico più vasto e dai turisti. Questa manifestazione è stata realizzata a trentasei anni dalla sua morte, in collaborazione con l’Università della Calabria, il Comune di Cirò Marina e il Comune di Pallagorio, per “rendere onore alla memoria di Giuseppe Gangale, a cui la scuola è stata dedicata ed intitolata, approfondendone i tratti salienti della sua personalità e della sua opera”. Un progetto, come abbiamo riferito in un articolo precedente, realizzato da un gruppo di lavoro composto da docenti, e alunni e che si è avvalso di un comitato tecnico scientifico e da uno operativo. Non poteva mancare la presentazione dell’opera dall’indicare la scelta di trasmettere la vita del glottologo con la novità di rilievo, dal punto di vista grafico, attraverso raffigurazioni fumettistiche realizzate dall’esperto in grafica, Alfonso Calabretta e dal fumettista, Francesco Tesi (leggi la storia di Francesco).

Inaugurazione mostra Giuseppe Gangale (14)Questo per dare una lettura visiva più immediata e sollecitare il lettore a vivere ed immaginare, la vita stessa dell’illustre scrittore, nato, come i più sapranno in contrada S. Gennaro, nella Marina di Cirò, il 7 marzo del 1898, ma morto in Svizzera, dove è stato sepolto il 13 maggio 1978, per poi, grazie all’interessamento e lavoro paziente del compianto sindaco Astorino, riportarlo nel cimitero di Cirò Marina, dove oggi riposa. Ha “lasciato un’eredità culturale con la quale ripropone la questione del rapporto tra Comunità e Nazione, lingua e cultura, affermazione del pensiero unico e globale, particolarismo e universalismo, locale e globale, identità e serialità rappresentano una contraddizione che ancora non si supera in una nuova sintesi, bensì si assesta in una sorta di regressione psicosociale che annulla il fermento, abroga la diversità, cancella il dialogo tra le differenze”. Compì gli studi liceali a San Demetrio Corone (CS) per poi laurearsi in filosofia a Firenze. “Probabilmente, come ha detto nella sua relazione, Serafina Rita Anania, furono gli studi svolti in un ambiente intercultuale, affinati dalla sua profonda sensibilità che gli consentirono di fare proprio il principio fondamentale del rispetto delle minoranze e le diversità ed il rigore e la coerenza del pensiero con l’azione”. Per questo ed altro ancora, ha aggiunto la Dirigente Anania, che le giovani generazioni e gli studenti in primis devono lasciarsi guidare alla realizzazione di un impegno per i diversi e per le minoranze. Elementi, che possono portare a credere, ad avere fede, a volere andare sempre avanti, “perché avere fede, non solo in Dio ma anche nei valori autentici e spirituali della vita, porta a trasformare gli stracci, cioè i brandelli della sconfitta, in bandiere sempre nuove”. “Elementi sui quali potrebbe convergere la gioventù, alla continua ricerca, talvolta tormentata e tortuosa, di un faro. Perchè, la cultura, che non significa conoscenza fine a se stessa, aiuta a vivere meglio, ci fa sentire meno soli e ci sprona ad agire anche dopo la sconfitta, perché parte integrante di una società nella quale ognuno deve fare la sua parte”. Un progetto importante, sottolineato dalla qualificata presenza al tavolo dei relatori dallo stesso dott. Vito Barresi, dal prof. Spend Bengu, e dal prof. Francesco Altimari.

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