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Ittiturismo e pescaturismo, superare criticita’

I Gruppi di Azione Costiera italiani riuniti a Pizzo

La Redazione

pizzo, sabato 18 ottobre 2014.

pescaDifficoltà di accesso al credito dei pescatori; percentuale di finanziamento FEP contenuta rispetto ad altre misure; flotta di piccola stazza e inadeguata; flotta vetusta che necessita di adeguamenti in materia di sicurezza; scarsa efficacia delle attività di animazione sul territorio; crisi del settore ittico condizionante lo sviluppo delle nuove iniziative. E poi, ancora, forte degrado del patrimonio immobiliare di proprietà dei pescatori; limitata percentuale destinata alla ristrutturazione degli immobili (50%); forte concorrenza con le attività di agriturismo e scarsa integrazione con gli altri operatori della filiera turistica. Sono, queste, alcune delle principali criticità da affrontare per lo sviluppo dell’ittiturismo e della pescaturismo. Sono state rilevate e discusse nel corso della seconda giornata (giovedì 16 ottobre), del III° Seminario nazionale dei Gruppi di Azione Costiera italiani, promosso dal Consorzio UNIMAR e dalla Regione Calabria – Assessorato all’Agricoltura, ospitato da mercoledì 15 a Pizzo.

Dopo la proficua sessione plenaria mattutina, i rappresentanti dei 43 GAC italiani sono stati accompagnati in visita presso lo stabilimento “Calabriaittica” di Anoia (Reggio Calabria). “Il GAC – ha detto Cosimo Caridi, Referente AutoritĂ  di Gestione FEP per la Regione Calabria – è un’eccellenza. Serve tempo, tuttavia, perchĂ© venga riconosciuto a questo strumento un ruolo piĂą ampio ed istituzionale. Il processo è lento ma l’obiettivo che abbiamo ribadito e condiviso in questi due giorni – ha aggiunto – è che si arrivi presto a riconoscere il Gruppo di Azione Costiera non come circoscritto alle attivitĂ  della pesca, ma collegato alle politiche territoriali, al turismo e piĂą in generale all’occupazione”.  “Da una parte – ha spiegato Antonio Alvaro, Presidente AssoGac Calabria – un alto tasso di senilitĂ  che non ha favorito negli anni continuitĂ  e cambio generazionale nel settore e, dall’altra, normative comunitarie che penalizzano territori e pescatori, restano tra le principali criticitĂ  che vive la pesca oggi. I GAC si propongono di ovviare a questi ostacoli promuovendo e diversificando l’attivitĂ  lavorativa”.



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