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Ettore Majorana nella Certosa di Calabria?

‘L’Angelo che custodiva gli atomi’ di Girolamo Onda ripercorre il misterioso viaggio del fisico siciliano

Mimmo Stirparo

Serra San Bruno, lunedì 09 febbraio 2015.

Ettore MajoranaCi risiamo, il “giallo Majorana” torna alla ribalta. È dei giorni scorsi la notizia secondo la quale la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del “caso Majorana” dopo aver constatato che lo scienziato è vissuto in Venezuela dal 1955 al 1959 e poi più nulla anche per la mancata collaborazione del governo venezuelano. La certezza del magistrato romano nasce da una fotografia del fisico siciliano portata agli investigatori da un tal F. Fasani e comparata dagli agenti del Ris. Anche una cartolina capitata nelle mani del Fasani sarebbe una prova. Sinceramente troppo poco! Quindi Majorana avrebbe finito i suoi giorni in Venezuela? Non è di questo avviso l’altro scienziato, Antonino Zichichi il quale, nell’immediatezza del provvedimento della Procura così si è espresso: “ma figuriamoci se Ettore Majorana è stato visto in Venezuela nel 1955. Non può essere vero niente. È una notizia falsa, priva di fondamento, anche se proviene dalla Procura di Roma. Majorana era un genio, perché doveva scappare lì. È finito in un convento, aveva avuto una crisi mistica. E basta!” E non solo. Un parente del fisico catanese afferma che “Ettore è morto nel 1939, la famiglia ha molte prove”. Insomma in tutti questi anni si è cercato invano? Verrebbe da dire di sì se proprio Enrico Fermi, che fu maestro del Majorana, proprio ad un anno dalla scomparsa affermò che “Ettore era così intelligente che se aveva deciso di sparire dal mondo senza farsi trovare è inutile che continuiamo a cercarlo”. In tutti questi anni giornalisti, scrittori e studiosi si sono avvicendati nella ricerca della verità che inevitabilmente porta alla clausura in un chiostro per trovare pace dopo aver inscenato un finto suicidio. La Certosa di Serra San Bruno? La Certosa di Farneta? Con tanto di punto interrogativo, per carità! Scriveva S. Gambino che “nel corso degli ultimi secoli, la Certosa di Serra San Bruno è rimasta coinvolta in alcuni ‘gialli’…che portano questi tre nomi: Giovanni Boccaccio, Leroy (il supposto bombardiere di Hiroshima) e, buon per ultimo, Ettore Majorana, il giovanissimo fisico catanese di cui tutti parlano per via del ‘giallo filosofico’ scritto da Leonardo Sciascia”. Già, il “caso Majorana”, lo scienziato che anticipò tante teorie che poi meritarono il Nobel da altri e che misteriosamente, nel 1938, all’età di 32 anni, è scomparso nel nulla. Per paura, per rimorso o chi sa cosa? Forse all’origine della fuga i turbamenti legati alle sue ricerche sulla fisica nucleare che avrebbero portato alla bomba atomica?

Certosa Serra San BrunoDi ciò era convinto anche Leonardo Sciascia che ne aveva parlato e scritto tanto. Anche Sciascia entrò nella Certosa di Serra San Bruno sulla scia di un’informazione che voleva la presenza di “un grande scienziato” all’interno del monastero calabrese, senza affermare o smentirne la presenza. Gambino, topo della biblioteca certosina, esclude categoricamente! E non si può sottacere che anche Giovanni Paolo II nella sua visita in Certosa nel 1984 accennò alla presenza del Majorana tra i monaci serresi. Ma fu così? Il mistero continua! Roberto Sabatinelli (Cartusialover’s) scrive che “pur non avendone la certezza…mi piace immaginare l’uomo Ettore Majorana bussare al portone di una certosa con l’assoluta certezza di sottrarsi all’umanità per offrirsi unicamente a Dio”. Così la pensa anche Girolamo Onda che, dietro l’anagramma Lomorandagio, di recente e molto prima della determinazione della Procura di Roma ha edito il suo “L’Angelo che custodiva gli atomi” con sottotitolo “Ettore Majorana fra le mura di una certosa?” e nelle scorse settimane ristampato e distribuito dalla Libreria Universitaria. Un’altra perla di dubbio che si aggiunge alla già ricca collana dei misteri! Apre il testo con un’ampia e puntuale trattazione sulla quantistica e sulle leggi fisiche sulle quali Majorana ha speso i suoi giovanili anni. Segue con andamento coinvolgente e intrigante tutto l’itinerario, tra fantasia e realtà, che l’illustre fisico ha percorso da Napoli a Palermo per preparare la sua fuga. Il cambio d’identità, falsificazione di documenti, l’aiuto del Vescovo. E poi quel simpatico viaggio, in treno, da Palermo a Pizzo Calabro e da qui, in carrozza, fino al portone del monastero serrese. Una descrizione ben delineata che confonde alla perfezione il vero e il mistero. Onda ci offre una bella panoramica di dubbi in questo libro meritevole di ampia e diffusa lettura. Dulcic in fundo! Una rivelazione riferitaci da Sabatinelli. Si tratta dello storico dell’arte e pittore, mio amico d’infanzia, il compianto Silvano Onda. Questi, nell’estate del 1970, nel mentre stava dipingendo la facciata dell’antica chiesa certosina di Serra, ebbe modo di intrattenersi, nel cortile del grande chiostro, con un tal fra’ Antonio che, con modi circospetti, gli parlava di arte, pittura, filosofia, scienza e con un accenno alla bomba atomica. In quel fra’ Antonio, con “la mano sinistra coperta da un guanto” si nascondeva Ettore Majorana? Sta di fatto che, racconta ancora l’amico Silvano, qualche giorno dopo, alla richiesta del frate, gli si rispondeva: “ma chi è sto frate Antonio?” Si negava l’esistenza. Dubbio dei dubbi! Al postutto Lomorandagio Girolamo Onda ci anticipa che sono in cantiere e prossimi alla pubblicazione altri contributi sul caso Majorana. Come dire che il mistero non si ferma qui.



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One Response to Ettore Majorana nella Certosa di Calabria?

  1. domenico Rispondi

    15 marzo 2016 at 19:50

    Anche io ho avuto modo di parlare col priore pro tempore/1968/di Majorana, ma mi confida che fra Antonio,da alcuni,era ritenuto il pilota di Hiroshima e da altri il fisico italiano, ma la verità era che fra Antonio era solo un soldato americano che durante una sua visita a Hiroshima ebbe una crisi mistica e si rifugiò nella certosa.

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