NOTIZIARIO DEL COMPRENSORIO CALABRESE

Grande rivincita di Ciro’ a livello nazionale con S.S. Papa Francesco

“Sono contento della vostra visita e della cultura che voi rappresentate”

Ciro', giovedì 12 Marzo 2015

Delegazione di Cirò incontra Papa FrancescoGrande rivincita di Cirò a livello nazionale: S.S. Papa Francesco ha ricevuto la visita del primo cittadino Mario Caruso, del parroco Don Giovanni Napolitano e della Banda musicale Euterpe. Papa Francesco dopo aver ringraziato la parrocchia Santa Maria de Plateis ed il parroco ha ringraziato il sindaco Caruso per gli speciali doni ricevuti: l’astrolabio in memoria di Lilio, lo “Sciannacheddo” d’argento simbolo dell’identità vitivinicola cirotana: il vino, e l’icona del Santo cirotano San Nicodemo.

“Sono contento della vostra visita e della cultura che voi rappresentate dall’astronomo Luigi Lilio che ha riformato il calendario nel 1582 al chimico del 500 Giano Lacinio, di cui ho ricevuto con piacere dono di due libri uno su Lilio e uno su Lacinio, del ricercatore Francesco Vizza”. I libri sono stati consegnati con dedica, dono molto apprezzato , anche perché Lacinio era chimico come me. “Mi ha fatto piacere ascoltare il sindaco Caruso sulla storia di Cirò e su questi grandi personaggi”. C’era anche Francesco Vizza all’udienza generale alla quale ha partecipato la comunità parrocchiale di Cirò, nella gremita Piazza San Pietro in Vaticano ed il Corpo Bandistico Città di Cirò con le musiche dirette dal Maestro Vincenzo Salituri.

E alla fine- dopo aver ascoltato Caruso e Don Giovanni ha detto: “Bravi bravi bravi, pregate per me”. Sono state, queste, le parole che sua Santità Papa Francesco ha rivolto ad un commosso sindaco di Cirò Mario Caruso e a don Giovanni Napolitano, parroco della chiesa Santa Maria di Plateis, i quali sono riusciti, dopo un periodo di oblio, a portare la città di Cirò al cospetto di S.S. Papa Francesco, anche per ricordare al mondo intero la grandezza di Cirò per aver dato i natali a tanti uomini di cultura tra cui Lilio e Lacinio, ma anche Casoppero e tanti altri geni. Solo per questo la nostra comunità dovrebbe diventare la culla della cultura e con i suoi musei, il borgo antico, il castello, la storia, le ataviche tradizioni, il vino, diventare patrimonio dell’Unesco.

La Redazione