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Non facciamo perdere le ali a Crotone, serve nuova societa’

Con basi solide e la capacità di autogestirsi senza finire nella palude del dissesto amministrativo

La Redazione

crotone, martedì 12 maggio 2015.

aereo2L’aeroporto di Crotone, nel quadro del triangolo aeroportuale calabro è sempre stato un mio impegno nei vari tentativi che, personalmente, ho messo in essere fin dal 1979 per vederlo ritornare a far volare i suoi aerei e conseguire una stabilità continuativa. Non è stato solo un senso di nostalgia per una località da cui è partita la mia carriera nel settore, ma una logica e concreta riflessione sulle necessità dell’Hinterland Crotonese, in cui la funzionalità dei collegamenti aerei con il resto del territorio erano e sono di primaria importanza, soprattutto per una zona geografica e corposa che, diversamente non ha la possibilità di muoversi velocemente. Tornando al dialogo del Sant’Anna di oggi in cui la società di gestione è stata dichiara fallita e tolta dal sedime aeroportuale, mi viene da chiedere, come mai in data 12 marzo 2015 in un articolo si leggeva “L’aeroporto di Crotone vuole di piu’: avviso per nuove rotte“?. Con un contenuto ottimista che magnificava la struttura e il suo possibile progresso, nessun cenno a difficoltà economiche di qualunque genere, invece, amaramente, la realtà è esplosa negativamente qualche mese dopo, quando la magistratura è intervenuta con le istanze di fallimento cancellando sogni e speranze. L’ENAC vista la situazione ha autorizzato un esercizio provvisorio per sei mesi con un contributo stanziato dalla regione di 800 mila euro.

Quisquiglie e nullità, che non risolveranno il problema. Per la ripresa è di vitale importanza andare a cercare una nuova società di gestione con basi solide e la capacità di autogestirsi senza finire, immediatamente, nella palude del dissesto amministrativo. Crotone è una base strategica nella geografia del turismo popolare, per la sua posizione e per l’entroterra alberghiero capace di vasta recettività, non può perdere quello che rappresenta il fulcro motore del turismo veloce e del sociale collettivo, in modo particolare se si considera la fine del sito industriale su cui era basata, nel passato, sia l’economia cittadina che la stessa occupazione. Le attese del miracolo si sono chiuse nell’attimo stesso in cui è partita la sequenza della carta bollata, la sorpresa ha tranciato i pensieri di molti, ma non in modo tale da scuotere violentemente la morale e le coscienze, avrebbe dovuto mobilitarsi tutta la città in difesa dei propri beni e interessi, invece, se sbaglio mi si corregga, ho assistito al solo intervento di pochi e alla costituzione di un comitato, ma una reale esplosione di forza civica non c’è stata, facendomi ritornare indietro negli anni a quel fatidico 1979 quando lo scalo perse le sue ali e quasi nessuno mosse un dito. Avevo avvertito di non addormentarsi sugli allori e di vigilare costantemente per prevenire quanto è poi accaduto, purtroppo con rammarico mi rendo conto che, ancora una volta, le parole si sono perse nel vento del disinteresse. Oggi è più che mai necessario rimboccarsi le maniche e muoversi senza timori, paure e infingimenti, Crotone merita il massimo dell’impegno per ritrovare e riprendere il suo volo al futuro.

Gianfranco Turino
UGL Trasporto Aereo

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