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Discariche abusive e depuratori ‘fuori legge’, sequestri nel cosentino

Nel mirino della Capitaneria i comuni di Corigliano, Pietrapaola, Rossano, Spezzano, Trebisacce, Amendolara, Cariati

La Redazione

rossano, giovedì 01 ottobre 2015.

Discarica abusivaNnei giorni scorsi il personale della Capitaneria di porto di Corigliano Calabro ha eseguito una serie di ispezioni e controlli a depuratori comunali e di privati nonché ad aree con segnalate criticità ambientali. Nel territorio di Rossano sono stati ispezionati anche i depuratori nelle località Seggio e Piragineti; poiché il non corretto funzionamento degli stessi causava il deturpamento dei torrenti Coserie e Cino Piccolo gli impianti sono stati sottoposti a sequestro penale ed affidati alle ditte incaricate della manutenzione per la soluzione dei problemi riscontrati.

Depuratore scala coeliNel territorio di Scala Coeli è stato accertato che l’impianto di depurazione sito in località Ranieri risultava fermo ed i reflui in ingresso allo stesso venivano di fatto sversati nel vallone Miceli, che si presentava gravemente deturpato. Anche per questo impianto sono scattati i sigilli. In tutti i casi i responsabili a vario titolo delle Amministrazioni comunali e delle ditte incaricate della manutenzione sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria.

RIFIUTI SPECIALI - Inoltre, in occasione di appositi servizi organizzati per il monitoraggio del territorio e la repressione delle forme di inquinamento del mare proveniente da terra, sono stati individuati 8 depositi incontrollati di rifiuti speciali pericolosi e non costituiti, in molti casi, da ingenti quantitativi di eternit smaltito illecitamente. Le aree interessate ricadono in diversi comuni quali Corigliano Calabro, Pietrapaola, Rossano, Spezzano Albanese, Trebisacce, Amendolara, Cariati. Detti siti, che ammontano a complessivi quasi 11.000 metri quadrati, sono ubicati, in quasi tutti i casi, lungo gli argini o in prossimità di foci di fiumi e torrenti e comunque in zone tutelate da vincolo paesaggistico ambientale. I terreni sono stati sottoposti a sequestro penale ed affidati in custodia giudiziaria, per le successive azioni necessarie per la bonifica, ai responsabili dell’ufficio ambiente dei comuni competenti per territorio. Anche questa attività a protezione dell’ambiente è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.



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