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Divieto accesso cani in spiaggia, Tar boccia ordinanza di Ciro’ Marina e Soverato

“Earth”, associazione per la tutela legale di ambiente e animali, ha presentato ricorso riguardo le due ordinanze balneari

La Redazione

calabria, sabato 23 luglio 2016.

Cane spiaggia mareDue nuove vittorie di “Earth”, associazione per la tutela legale di ambiente e animali, che ha presentato ricorso riguardo le due ordinanze balneari emanate dai comuni calabresi di Cirò Marina e Soverato. Entrambe le ordinanze in oggetto, vietavano di condurre o far permanere sulle spiagge qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola e guinzaglio. Il provvedimento e la mancata presa in considerazione di misure alternative non poteva passare inosservata all’associazione che ha scelto, come sempre, di intervenire.

“La normativa vigente prevede che vengano individuati tratti di spiaggia dove sia possibile recarsi con il proprio animale da compagnia, oppure, in alternativa l’accesso, in determinate ore del giorno, sul tratto di spiaggia comune”, ricorda Valentina Coppola, presidente di “Earth”. “Negli ultimi anni abbiamo impugnato ordinanze simili in varie regioni di Italia ottenendo giudizi favorevoli, abbiamo deciso anche in questa occasione di impugnare al Tar della Calabria le ordinanze balneari dei due comuni per ribadire come sia importante e doveroso prevedere delle occasioni di socializzazione per i cani anche al fine di prevenire aggressioni. Non è mai accaduto che animali abituati a vivere in socialità aggredissero le persone. Non dimentichiamo poi che una buona amministrazione, in un periodo di crisi come questo, dovrebbe incentivare e facilitare l’accesso alle spiagge di coloro che possiedono un cane, ad oggi in Italia sono i 3/4 della popolazione”.



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4 Responses to Divieto accesso cani in spiaggia, Tar boccia ordinanza di Ciro’ Marina e Soverato

  1. claudio Rispondi

    27 luglio 2016 at 17:23

    secondo studi scientifici il mare per i cani sconvolge il loro comportamento naturale diventano più aggressivi e tendono a mordere le persone come quando ci sono i tuoni il loro comportamento cambia dalla paura e diventano pericolosi,non e che adesso vogliono l ordinanza cosi per capriccio il motivo ci sara no?

  2. Giuseppe Marino Rispondi

    25 luglio 2016 at 23:59

    L’associazione ‘Earth’ non si perde in chiacchiere, ma spende il tempo prendendosela con gli amministratori e usando termini ‘scellerati’ che denotano la pretesa di rappresentare tutti i cittadini e non solo i propri iscritti, considerato che di ordinanze simili ce ne sono centinaia in tutt’Italia, predisposte dagli uffici su richiesta dell’autorità marittima.
    Aver ottenuto la sospensiva non può essere considerata una vittoria, dato che l’udienza per la discussione nel merito è stata fissata per l’8 febbraio 2017, quando l’ordinanza sarà ormai scaduta da parecchio e tutto si rivelerà un’inutile perdita di tempo e uno spreco di risorse, indipendentemente dall’esito finale.
    Il tema va discusso democraticamente, senza posizioni preconcette. Confinare gli animali in tratti di spiaggia, magari angusti, non è detto che sia la soluzione ottimale, dato che non favorisce il miglioramento della convivenza uomo-animale e una maggiore sensibilizzazione a questa tematica.

  3. Giuseppe Marino Rispondi

    24 luglio 2016 at 08:04

    Da come si muove sembra che l’associazione “Earth”, forse sollecitata da qualcuno, salti la fase del dialogo e della proposta o del ricorso gerarchico, per agire direttamente con il ricorso al Tar. È probabile che ciò renda meglio sotto l’aspetto pubblicitario, grazie anche al gratuito patrocinio a spese dello Stato.
    Le ordinanze di balneazione sono atti dovuti per dare un minimo di regolamentazione e agevolare il compito delle autorità marittime e delle forze dell’ordine. Hanno breve durata, solo la stagione estiva, sono modificabili e integrabili in qualsiasi momento e in genere seguono degli schemi tipo simili in tutt’Italia.
    Per completezza d’informazione occorre precisare che il Tar Calabria non ha “bocciato” l’ordinanza di balneazione del Comune di Cirò Marina. Il ricorso è stato presentato avverso un solo articolo, indicando tra l’altro quello sbagliato, e non contro l’intera ordinanza. Con un primo provvedimento monocratico è stata rigettata la richiesta di sospensione cautelare, con la motivazione che non si ravvisa un danno grave e irreparabile. Con un secondo provvedimento collegiale in camera di consiglio è stata accolta la sospensiva, ma il tutto dovrà essere ancora discusso nel merito in udienza pubblica.
    L’ordinanza impugnata non dà un divieto assoluto di introduzione degli animali sulla spiaggia. Oltre ad ammettere i cani guida e quelli di salvataggio, ammette gli altri animali se autorizzati. Questo consente, anche senza modificare l’ordinanza, di trovare una forma che contemperi le esigenze dei conduttori di animali da compagnia, e dei cani in particolare (che come sappiamo sono esseri dolcissimi se non addestrati all’aggressività) con quelle delle tante persone che ancora ne hanno paura o che soffrono di reazioni allergiche.
    Inoltre il Comune di Cirò Marina ha approvato di recente un regolamento per il benessere e la tutela degli animali che disciplina, tra l’altro, la conduzione degli animali nelle aree pubbliche, nonché l’uso del guinzaglio, della museruola e della raccolta delle deiezioni. Per cui anche in ciò l’ordinanza non necessita di integrazioni.
    È da ricordare, ancora, che lo stesso Comune di Cirò Marina si è distinto in passato, con la tutela degli animali, approvando un regolamento per il servizio di noleggio con conducente di veicoli a trazione animale di genere equino.
    Infine si vuole precisare che quello di individuare uno o più tratti di spiaggia libera da destinare all’accoglienza di animali da compagnia non è un obbligo di legge, ma un orientamento giurisprudenziale (Sentenza TAR Lazio n. 3164/2014).

    • valentina coppola Rispondi

      25 luglio 2016 at 17:56

      L’associazione EARTH si muove a norma di legge, naturalmente su sollecitazione dei cittadini subiscono ordinanze scellerate da parte di amministratori che non tengono conto delle esigenze dei propri amministrati. Noi effettivamente non perdiamo tempo in chiacchiere o a chiedere al buon cuore di un Sindaco di modificare una ordinanza, chiediamo ad un giudice del tribunale amministrativo di valutare se l’ordinanza emanata sia equa. In questo caso l’esito ci da ragione, non credo ci sia altro da dire.

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