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Calabria, ci sono molte cose che qui da noi non funzionano

Leonardo Lonetti di Torre Melissa, scrive una lettera di sfogo

La Redazione

Torre Melissa, martedì 29 novembre 2016.

torre-melissa2Ci sono molte cose che qui da noi non funzionano : servizi vari, Ospedali, Scuole, Strade ecc ecc. Ma permettetemi amici miei, siamo quasi in dicembre, svegliasi la mattina e uscire di casa con la maglietta a maniche corte e sentirsi all’improvviso avvolgere da tutto questo splendore, dai raggi di sole che ti Baciano il viso, è qualcosa di meraviglioso e inimmaginabile.

Sapete allora amici miei cosa vi dico, continuate a partire e parlare male di noi , tenetevi i vostri servizi , ma per favore lasciate in pace il nostro mare e la nostra terra, non inquinatela con navi piene di scorie radioattive, con tutte stè Pale Eoliche , con le Centrali a Biomasse, con l’estrazione del metano che rifornisce l’Italia per il 16 per cento della produzione nazionale”. Cosi facendo non passera molto tempo che avremo anche noi i cosi detti terremoti indotti, e sarà l’unico beneficio (se cosi può essere definito) dell’estrazione del metano dalle coste del Crotonese , perchè di altri benefici non ne vedo.

Tenetevi tutto quello che avete: lavoro , cultura, civiltĂ  e servizi , ma per favore lasciate in pace la nostra terra e il nostro mare.

Venite pure in ferie e godetevi il nostro clima , la nostra accoglienza,la nostra cultura gastronomica tradizionale, per non parlare del nostro vino, noi siamo e vorremmo rimanere nei secoli a venire l’antica Enotria, “terra del vino”, ( così veniva chiamata la Calabria anticamente. La millenaria storia del vino di Calabria inizia con l’approdo sulle nostre coste nei territori di Sibari, Crotone e Locri di numerosi coloni greci intorno al VIII-VII sec. a.C .)

Leonardo Lonetti

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3 Responses to Calabria, ci sono molte cose che qui da noi non funzionano

  1. Teresa Vulcano Rispondi

    1 dicembre 2016 at 20:22

    Be tenetevi il mare il sole e il cibo ma vi manca l’essenziale il lavoro quindi non lamentatevi…..

  2. De Simone Francesco Rispondi

    30 novembre 2016 at 08:29

    Queste richieste in primis dovrebbero giungere alla classe politica calabrese miope e opportunista che ha svenduto il territorio in cambio di poltrone.
    I danni li hanno giĂ  fatti, di fusti tossici ce ne sono ovunque e di pale eoliche e biomasse altrettanto e l’estrazione continuerĂ  ancora per molto.
    Sono decenni che si parla di strade nuove e investimenti e nel frattempo chiudono gli ospedali e le ferrovie si riducono al lumicino.
    Ebbene ci rimane solo il nostro mare, il nostro sole e la nostra storia e così sarà ancora e chi lo sa per quanti decenni a venire

    • Teresa Vulcano Rispondi

      1 dicembre 2016 at 20:23

      Datevi da fare non aspettate sempre la manna dal cielo

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