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Tour sulla S.S.106 con Anas e Regione

Pugliese di Basta Vittime guida il nuovo Capo Area Anas regionale in un viaggio insieme all’Ass. Regionale ai Traporti

La Redazione

Calopezzati, giovedì 26 gennaio 2017.

Tour sulla S.S.106 con Anas e Regione 2Un viaggio programmato da giorni ed effettuato in una giornata, quella di ieri, per capire le diverse e svariate criticità presenti sulla s.s.106. Il presidente dell’associazione soddisfatto: “massima attenzione sulla s.s.106”

Ancora una volta il tratto calabrese della SS 106 all’attenzione delle Istituzioni regionali, con la richiesta, da parte dell’Assessore alle Infrastrutture, Roberto Musmanno e del nuovo Capo Area Anas, Giuseppe Ferraro a percorrerla quasi interamente, da Sibari a Caulonia. Un viaggio straziante all’indomani della nuova ondata di maltempo che ha flagellato l’intera Calabria, dal quale sono riemerse inequivocabilmente e drammaticamente tutte le criticità e i disagi dovuti alla pioggia battente e al forte vento degli ultimi giorni.

Tour sulla S.S.106 con Anas e Regione 1Ad accompagnare l’Assessore e il Capo Area è stato l’ing. Fabio Pugliese, presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” che, a seguito di questo secondo sopralluogo, realizzerà già nei prossimi giorni un documento descrivendo una serie di interventi di messa in sicurezza da definire a breve, a medio e a lungo periodo sull’intera rete viaria stradale della S.S.106 in Calabria.

Dunque, l’attenzione nei confronti della S.S.106 è massima, come dimostra l’evento storico della giornata di ieri, con la presenza di un rappresentante Anas, che ha potuto toccare con mano le criticità, anche nei tratti ammodernati.

Pugliese, dopo aver ringraziato l’Assessore Musmanno  per aver percorso e toccato con mano, ancora una volta, le diverse e svariate criticità presenti, e l’Ing. Ferraro che nel suo primo tour sulla famigerata “strada della morte” ha auspicato che questa giornata sia recepita dai cittadini della jonica calabrese come un segnale importante che evidenzia finalmente l’attenzione che, grazie anche all’Associazione, le istituzioni hanno iniziato a rivolgere ai tanti problemi che attanagliano questa zona, per troppo tempo isolata dall’Italia e dall’Europa per merito di una carenza infrastrutturale da sempre esistente.



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