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Finte Aziende: Sequestrate 12 società per oltre 2 milioni di euro

Misure cautelari nei confronti di 14 persone per fittizia attribuzione di aziende

Comunicato della Guardia di Finanza

Paola, venerdì 03 marzo 2017.

finanzaLa Guardia di Finanza di Paola ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. di Paola – dott.ssa Rosamaria MESITI, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Paola – dott. Bruno GIORDANO – e del Sostituto Teresa Valeria GRIECO, nei confronti 14 persone responsabili di aver attribuito fittiziamente la titolarità di beni e aziende al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniali.
All’effettivo titolare dei beni e delle attività, soggetto pluripregiudicato, è stata applicata la misura della custodia in carcere.
Guardia di Finanza PaolaPer 13 persone “prestanomi” sono stati disposti gli arresti domiciliari e l’obbligo di presentazione alla P.G.
Il reato, previsto dall’art. 12 quinquies della Legge n. 356/1992, intende perseguire la fittizia attribuzione ad altri della titolarità di beni che potrebbero essere oggetto di sequestro e confisca.
Il soggetto effettivo titolare, al fine di evitare il sequestro dei beni illecitamente acquisiti, “scherma” l’investimento patrimoniale e ne attribuisce fittiziamente la titolarità formale dello stesso ad un terzo soggetto, c.d. “prestanome”.
Nelle attività imprenditoriali spesso ciò avviene con l’assunzione della qualità di socio occulto di società e la presenza di soci e imprenditori “fittizi” o “prestanome”, il tutto al fine di agevolare una successiva circolazione dei beni nel tessuto finanziario, economico e produttivo ed evitare che l’emergere della illecita ricchezza consenta l’applicazione di misure patrimoniali e quindi il sequestro e la confisca dei beni.
Per tali motivi sono state sottoposte a sequestro:
– le quote sociali di n. 12 società.
– complessi aziendali, beni mobili, autovetture ed immobili e disponibilità finanziarie riferiti alle suddette persone giuridiche;
– disponibilità finanziarie riconducibili alle persone indagate,
per un valore complessivo pari ad oltre 2 milioni di euro.
In particolare, le indagini effettuate dalle Fiamme Gialle, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Paola, hanno consentito di ricostruire la storia societaria e finanziaria di n. 12 imprese attive nei seguenti settori: supermercati, abbigliamento e pubblicità, tutte riconducibili al “dominus” – di fatto di proprietario e gestore, attraverso compiacenti prestanome legati da vincoli di parentela, di amicizia e pregressi rapporti di lavoro.
Le attività commerciali venivano avviate ed operavano di fatto per uno o due anni, durante i quali però contraevano ingenti debiti nei confronti di fornitori e, soprattutto, dell’Erario, per poi essere abbandonate, poste in liquidazione o dichiarate fallite.
I complessi aziendali, quindi, venivano ceduti ad altri soggetti economici di nuova costituzione, sempre riconducibili all‘effettivo titolare, attraverso i prestanome.
Il notevole flusso di denaro generato – soprattutto contante – serviva per finanziare la “catena delle diverse attività”, producendo ulteriore ricchezza “illecita”, condizionante il tessuto finanziario, economico e produttivo.

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