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Messa in esercizio della Diga Re di Sole di San Giovanni in Fiore

Il Consorzio Bacini Meridionali del Cosentino e la Coldiretti fanno il punto sulla messa in esercizio della Diga Re di Sole di San Giovanni in Fiore

La Redazione

Catanzaro, venerdì 19 maggio 2017.

Messa in esercizio della Diga Re di Sole di San Giovanni in FioreNell’ambito della Settimana della Bonifica e della Irrigazione “Acqua identitĂ  e futuro dei territori” promossa dal Consorzio di Bonifica Bacini Meridionali del Cosentino presieduto da Salvatore Gargiulo e in collaborazione con Coldiretti Calabria, si è svolta una giornata di visita guidata con scolaresche nel territorio consortile.  L’occasione è stata ghiotta per un  particolare focus di approfondimento fatto presso la Diga Re di Sole nel comune di San Giovanni in Fiore (CS). Il progetto dell’opera è stato promosso nel 1976 dall’Opera Sila. L’opera è iniziata trentanove anni fa ma non è mai entrata in esercizio. Nel  2004 la Regione Calabria ha ripreso l’opera e nel 2009 la gestione è stata trasferita al Consorzio dei Bacini Meridionali del Cosentino che ha ultimato i lavori a novembre 2005 e ora si attende il collaudo tecnico da parte dei collaudatori nominati dal Ministero per poi procedere ad avviare le operazioni di invaso. L’occorrente per il collaudo è di  soli 183mila € che richiesto alla Regione, si è in attesa che il finanziamento venga assentito.   Il Consorzio di Bonifica su richiesta dell’Ufficio Dighe ha eseguito lo studio dell’onda di piena  giĂ  trasmessa al Ministero mentre sono in corso le indagini per la verifica sismica. La diga prevede un invaso di 1,53 milioni di metri cubi di acqua a servizio di un’area irrigua di 1500 ettari.  “Il Consorzio – ha dichiarato il presidente Gargiulo- ha accelerato molto la messa in esercizio dell’opera e insieme alla diga del Volturino che recentemente la Regione ha affidato al Consorzio, sta portando a compimento interventi che si sono protratti per decenni. “Tutto questo – commenta Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – ci fa dire che le opere irrigue, in particolare le dighe vanno completate e /o modernizzate  con investimenti e programmi seri perchĂ© rappresentano una chiave di volta per lo sviluppo dei territori e di una agricoltura di qualitĂ  oltre a offrire peculiari elementi paesaggistici. Su questo – ha ffermato –  apriremo uno speciale confronto con la Regione anche perchĂ© i Consorzi di Bonifica da otto anni, da quando c’è l’autogoverno degli agricoltori, stanno dando prova di progettualitĂ  e capacitĂ  realizzativa con performance di rilievo”.

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