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In ricordo della Spedizione dei Fratelli Bandiera e degli altri Eroi

Martedi 25 luglio 2017 l’associazione Paideia di Crotone/S.Giovanni in Fiore scenderà dalla Sila nel Vallone di Rovito per ricordare la fucilazione degli eroi immortali

La Redazione

Crotone, lunedì 17 luglio 2017.

Fratelli BandieraMartedi 25 luglio 2017 l’associazione Paideia di Crotone/S.Giovanni in Fiore scenderà dalla Sila nel Vallone di Rovito per ricordare la fucilazione degli eroi immortali e deporre in quel mausoleo un mazzo di garofani rossi. E con essi i martiri dell’insurrezione cosentina avvenuta in quel lontano marzo 1844. Il 25 luglio del 1844, i Bandiera, furono processati e condannati a morte e fucilati assieme ad altri sette compagni, Giovanni Venerucci, Anacarsi Nardi, Nicola Ricciotti, Giacomo Rocca, Domenico Moro, Francesco Berti e Domenico Lupatelli, nel vallone di Rovito, alle porte di Cosenza. Solo ventiquattro giorni prima, nello stesso luogo, erano stati fucilati Raffaele Camodeo, Sante Cesareo, Nicola Corigliano, Giuseppe Franzese, Antonio Rao e Pietro Villacci, animatori della insurrezione del marzo dello stesso anno. Il convegno commemorativo si terrà presso il Museo dei Bretti e degli Enotri alle ore 18 del 25.7.2017, sito in Cosenza alla Salita S.Agostino n.3.

Sara’ ricordato il bersagliere Salvatore Antonio Bitonti medaglia di bronzo e croce di guerra della II° guerra mondiale appartenente al 1°reggimento Bersaglieri di stanza a Cosenza.

Era il 13 settembre 1943, quando in Corsica, sulla Rotabile n° 193, tra Bastia e il bivio di Furiani, il bersagliere Salvatore Antonio Bitonti, partito giovanissimo dal suo paese sperduto tra i monti della Sila, cadeva sotto il fuoco tedesco, perdendo la vita a soli 26 anni.
Credeva fortemente negli ideali patrii, che la famiglia e la scuola gli avevano inculcato prima ancora di arruolarsi e finire al fronte per difendere la causa italiana. Ma quel brutto incontro pose fine ai suoi sogni giovanili. Infatti, durante un’azione esplorativa nella quale il suo plotone stava per essere accerchiato da soverchianti forze tedesche, insieme ad un compagno, arrestava il nemico con il fuoco di fucile mitragliatore, permettendo al proprio reparto di portare a termine la sua missione. Individuato e fatto segno a violenta reazione rimaneva saldo al suo posto continuando a sparare, fino a quando colpito a morte cadeva eroicamente sul campo.
Recita così il decreto del Luogotenente Umberto di Savoia firmato il 9 novembre 1944, data in cui gli viene conferita alla memoria la medaglia di bronzo.

Relatore dott. Luigi Bitonti presidente associazione Paideia.

Sara’ video-proiettata la lezione sul Risorgimento italiano tenuta dal prof. Giuseppe Talamo dell’Università Roma Tre a cura dell’Università Internazionale UNINETTUNO.

La nobile spedizione dei fratelli Bandiera e degli altri 17 eroici compagni verrà inquadrata alla luce dell’idea dell’Italia unita e di un’Europa dei cittadini.

SeguirĂ  il dibattito.

La cittadinanza e’ invitata a partecipare.



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One Response to In ricordo della Spedizione dei Fratelli Bandiera e degli altri Eroi

  1. Flavio Francesco Falvo Rispondi

    17 luglio 2017 at 18:52

    Ottima l’idea di commemorare in loco Attilio ed Emilio Bandiera e gli eroici 17 compagni che insieme a loro si sono immolati e sono morti nel vallone di Rovito fucilati dalla gendarmeria borbonica dopo il processo sommario di palazzo Arnone.In maniera prudente stiamo riscoprendo gli eroi del nostro tempo, le loro gesta ed i monumenti che li ricordano. Peccato solo che sui libri della storia d’Italia si faccia così poco cenno ai nostri luoghi. Una storia d’Italia che così diventa “parziale” e non rende giustizia alla nostra regione. La scuola potrebbe e dovrebbe riempire questo vuoto. Far conoscere ai ragazzi e valorizzare i luoghi calabresi del risorgimento sarebbe anche una valida azione di marketing turistico a partire dal monumento sulla s.s.106 di contrada Bucchi di Crotone, passando per le contrade di Caccuri, il colle della Stragola di Castelsilano(luogo dello scontro a fuoco), poi S.Giovanni in Fiore(palazzo Lòpez) e fino al vallone di Rovito appunto. Duole sottolineare lo stato di totale abbandono e di degrado del monumento sulla 106 di cui sopra. L’importante opera perde i pezzi. Le mie continue segnalazioni, almeno dal dicembre 2016, non hanno smosso i responsabili. E poi parlano di turismo e sviluppo…cordiali saluti

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