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C.G.I.L: la sanità calabrese ha necessità di essere governata da figure autorevoli e competenti

Un errore far tornare a questa politica la gestione della sanità calabrese

Giuseppe Livadoti

CROTONE, lunedì 06 novembre 2017.

ospedale san giovanni di dioLa C:g.i.l. Calabria denuncia a gran voce le inadeguatezze della sanità regionale in tutti i settori e condanna in maniera netta l’attuale classe politica per ciò che non è riuscita a fare per evitare il dissesto sanitario.
Le dichiarazioni fatte dal presidente della Regione, Mario Oliverio, di una sua protesta davanti a palazzo Chigi, fine novembre, se la sanità non torna ad essere gestita dalla politica, non vengono presi in considerazione dalla C.g.i.l. perché fatte nel momento in cui la sanità calabrese ha già provocato molte negatività e perché non si fida più di questa politica ritenuta inidonea a fare invertire la rotta della pessima sanità. Il 16 novembre manifestazione a Catanzaro presso la cittadella regionale indetta dalla C.g.i.l. Calabria con le motivazioni sotto elencate.
“Le gravi condizioni della sanità calabrese sono pagate quotidianamente dai cittadini. Carenze infrastrutturali, rete di emergenza-urgenza inadeguata, mobilità sanitaria interregionale, liste di attesa lunghissime, atti aziendali Asp inapplicati, Lea lontani dai parametri minimi, medicina territoriale da inventare, ricorsi ad accreditamenti delle strutture private eccessivi, case della salute mai partite, sono alcune delle criticità che rendono il sistema della salute pubblica calabrese un colabrodo. Le esternazioni eclatanti del Presidente delle Giunta Regionale Calabrese fatte a ridosso del viaggio di Matteo Renzi in Calabria e dopo la venuta di quattro Ministri a Cantiere Calabria sono risultate incomprensibili, alla luce delle rassicurazioni che il Governatore aveva dato ai cittadini calabresi sul sostegno e la vicinanza del Governo alla Calabria. Sulla sanità ci sono responsabilità evidenti del Commissario al piano di rientro, ma ci sono altrettante responsabilità della Giunta Regionale che nomina i Direttori generali delle Asp. Che fine hanno fatto i nuovi ospedali? È corretto presentare la costruzione dei nuovi Ospedali mentre non si riescono a far partire le procedure per la costruzione degli altri tre per inconcludenza della burocrazia? Perché non si da seguito gli atti aziendali? Perché non si assume il personale necessario e si stabilizza il precariato? Se la giunta regionale voleva seriamente fare una battaglia negli interessi della salute dei cittadini calabresi avrebbe dovuto individuare un dialogo costruttivo con la struttura commissariale così come avvenuto in altre regioni ed auspicato e consigliato dalla Cgil, o altrimenti, impugnare e fare battaglia politica sui contenuti del piano di rientro contro il Governo che ha nominato la struttura Commissariale, e da subito aprire una discussione in Calabria sulla salute, con i Sindaci, le parti sociali, i cittadini, gli operatori, le associazioni e non ingaggiare una battaglia personale con la struttura commissariale che ha dato l’idea di uno scontro di potere. Non si può stare al Governo a Roma e all’opposizione in Calabria e questo i cittadini calabresi lo hanno capito. I problemi della salute in Calabria sono complessi e ai cittadini calabresi poco interessa se al Governo della sanità ci sia un tecnico o un politico. La frattura tra la struttura commissariale è profonda e insanabile, soprattutto se chi ha competenze tecniche assurge a ruoli politici, ma riteniamo sarebbe un errore far tornare a questa politica la sanità calabrese, che nel tempo ha mostrato il peggio di se, tra clientele, localismi, scontri di potere, gestioni familistiche. Il 16 novembre scenderemo in piazza anche per questo, per aprire la vertenza salute e per ribadire che la sanità calabrese ha necessità di essere garantita da figure autorevoli e competenti”.



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