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Percepivano assegni sociali ma erano residenti in Argentina, denunciati due coniugi

E’ quanto è emerso all’esito di indagini svolte dai Finanzieri Tenenza della Guardia di Finanza

Comunicato della Guardia di Finanza

Tropea, mercoledì 29 novembre 2017.

Image inps-770x604-e1383469841985.jpgE’ quanto è emerso all’esito di indagini svolte dai Finanzieri Tenenza della Guardia di Finanza di Tropea nell’ambito dei servizi a tutela della Spesa Pubblica Nazionale e di contrasto delle frodi agli Enti Previdenziali ed Assistenziali.
Le investigazioni hanno permesso di accertare che due soggetti (marito e moglie), stabilmente residenti in Argentina ove, tra l’altro, hanno contratto matrimonio da oltre cinquant’anni, hanno richiesto all’INPS l’erogazione della misura assistenziale dell’ “Assegno Sociale”, attestando falsamente di essere residenti in provincia di Vibo Valentia.
Dalle indagini svolte dai Finanzieri, infatti, è emerso che i due coniugi, lungi dall’essere effettivamente residenti in Italia, vi hanno fatto ritorno solo sporadicamente, permanendo sul territorio nazionale per brevi periodi di tempo e che, quindi, non erano in possesso dei requisiti previsti dalla legge per l’erogazione del beneficio de quo, tra i quali è indispensabile la residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio nazionale.
I due coniugi, pertanto, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per avere indebitamente percepito, a decorrere dal 2006, la somma complessiva di circa 120 mila euro erogata dall’INPS a titolo di assegno sociale.
Contestualmente sono state avviate le procedure per il recupero, a favore dell’Erario, delle somme indebitamente percepite.
L’operazione di servizio si inquadra nell’ambito dell’attività della Guardia di Finanza a tutela della Spesa Pubblica Nazionale e degli interessi erariali del Paese, settori nei quali il Corpo è costantemente impegnato al fine di prevenire e reprimere illeciti, allo scopo di evitare la sottrazione dalle casse dello Stato di risorse destinabili, invece, verso contesti effettivamente meritevoli.



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