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Pino De Tursi segretario interprovinciale Cisl: la classe politica non ha saputo gestire la crisi del territorio crotonese

Il turismo e l’agricoltura due settori trainanti ma non sufficienti per invertire la crisi

Giuseppe Livadoti

CROTONE, giovedì 18 gennaio 2018.

pino de tursiCrotone Capitale dell’attesa! Tutto si annuncia e nulla si realizza per quanto riguarda nuovi investimenti per migliorare i servizi, rifare un nuovo lock alla città, creare occupazione. Il Sindaco annuncia la disponibilità di milioni di € per l’Antica Kroton, Bonifica, Teatro comunale; prolungamento del lungomare dal Cimitero alla Casa Rossa; riqualificazione quartiere Fondo Gesù con la realizzazione di 18 nuovi alloggi e altri sedici da ristrutturare; ultimare la strada Tufolo mare; ristrutturazione del colonnato di Via Regina Margherita le cui colonne continuano a sgretolarsi, ma nulla succede per quanto riguarda l’inizio di questi lavori. La questione aeroporto inattivo dal primo ottobre 2016 e ancora non si conosce la data della ripresa dei voli. Di tutto questo ne abbiamo parlato con il segretario interprovinciale della Cisl Pino De Tursi.
Segretario De Tursi, Crotone deve continuare a vivere di annunci per quanto riguarda la ripresa giacché con il passare del tempo non s’interviene in nessun settore?
“È vero, l’unica certezza sono gli annunci. Si tratta di annunci che ci stiamo abituando a sentirli periodicamente con riferimento a ciò che lei ha sopra elencato. Tutto ciò che potrebbe portare un po’ di economia sul territorio rimane soltanto nelle buone intenzioni degli annunci che non sono seguiti da fatti concreti. Le risorse ci sono ma la classe dirigenziale non dimostra di avere autorevolezza per trasformare la disponibilità economica in progetti validi per la Città”.
La questione aeroporto, dopo oltre un anno dal fermo ancora si fanno assemblee per decidere come riattivarlo.
“Con riferimento all’aeroporto Sant’Anna occorre fare una premessa storicizzando il percorso di questa struttura. L’incapacità per non aver riattivato l’aeroporto sono territoriali. L’aeroporto di Crotone, inutile ripeterlo, è essenziale per la ripresa della Città ed i danni che sta provocando da quando è stato chiuso sono notevoli nel settore turistico. Allo stato attuale ritengo si sia data troppa fiducia a chi doveva riaprire l’aeroporto e non l’ha fatto. Le Istituzioni abilitate alla gestione della struttura aeroportuale hanno tradito la fiducia di tutti. Adesso siamo ad un punto di non ritorno, si deve fare fronte comune con azioni forti per riaprire l’aeroporto. Non è più tollerabile continuare a fare altre discussioni su come agire nei confronti di chi ha tradito la fiducia delle Istituzioni e dei cittadini. Mi riferisco alla Sacal ed alla compagnia che doveva effettuare i voli”.
Si parla tanto di rilancio della Città attraverso il turismo dopo la desertificazione industriale, Crotone è in grado di ripartire attraverso il solo turismo o la Città necessita di un piano industriale?
“Il solo turismo certamente non basta. È un settore trainante ma va modulato con servizi e ricettività alberghiera. Bisogna costruire e mettere in moto processi di mercato facendo rifiorire l’agricoltura come nel passato”.
Che ruolo sta recitando la Confindustria provinciale di fronte alla crisi che investe Crotone da oltre un decennio?
“Confindustria è come tutte le altre organizzazioni, vive una situazione di crisi che non riesce a scrollarsi di dosso dal 2009”.
Esistono a Crotone imprenditori capaci di creare nuovi investimenti?
“Ci sono imprenditori eccellenti e non. Caduto l’apparato industriale non c’è stato una nuova classe imprenditoriale capace di diversificarsi, qualcuno l’ha fatto ed oggi mantiene occupati decine di lavoratori. Nell’assieme non si riesce a rendere appetibile questo territorio”.
L’attuale classe politica regionale e locale sta operando bene per fare ripartire Crotone?
“La classe politica non ha saputo raccogliere le opportunità avute, in primis il contratto d’area. I politici locali e regionali negli anni si sono rivelati incapaci di programmare e gestire la cosa pubblica nei periodi difficili. La classe politica attuale sta dimostrando di non essere diversa dalla precedente, almeno al momento”.
Il Sindacato è immune da peccati per le negatività che sta accumulando Crotone in tutti i settori?
“L’unica cosa che dobbiamo farci perdonare dai cittadini crotonesi il nostro tentativo di moderazione nei confronti dei veri problemi. Per quanto riguarda il mio sindacato abbiamo sempre pensato al dialogo per la soluzione dei problemi. L’errore è stato aver dato fiducia a degli interlocutori che alla fine si sono rivelati inadeguati. Abbiamo fatto barricate di ogni tipo per la questione della provincia per salvaguardare i dipendenti diretti e quelli della società dei servizi, purtroppo non tutto è andato a buon fine come speravamo, ma la colpa non è del sindacato”.

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