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Guida alla corretta compilazione degli assegni

I suggerimenti di Silvia De Gori, Presidente Adiconsum CZ-KR-VV

La Redazione

Catanzaro, mercoledì 14 marzo 2018.

Dopo avere ricevuto alcune segnalazioni dei nostri utenti che sono andati incontro a delle pesanti
sanzioni per la mancanza della dicitura “non trasferibile” sugli assegni emessi di importo pari o
superiore ad euro 1.000,00 abbiamo deciso di dare delle brevi indicazioni sulla corretta compilazione
degli assegni.
Da premettere che la compilazione di un assegno non è affatto difficoltosa, ma per chi non esegue questa operazione abitualmente c’è il rischio di dimenticarsi qualche importante passaggio.
Per non commettere errori innanzitutto consigliamo di compilare un campo alla volta e con i dati
corretti.
1. Luogo e data: posizionato nella parte alta dell’assegno, deve contenere il nome della città in
cui viene emesso e la data precisa (data completa di mese e anno. Sono dati molto utili per la
determinazione dei tempi di scadenza del titolo.
2. Importo in cifre. Anche questo campo è solitamente posizionato nella parte alta dell’assegno,
ma spesso spostato sulla destra. Per compilare un assegno con la somma in cifre è importante
includere anche i decimali. Un esempio: € 850,00 se la cifra e piena o € 850,70 se vi sono i centesimi.
3. Importo in lettere. Questo campo ha generalmente dedicato a esso l’intera riga centrale. Si
tratta di uno spazio dove l’importo deve essere trascritto in lettere. Un esempio:
ottocentocinquanta/00 o ottocentocinquanta/70 con i decimali sempre inclusi.
4. Il beneficiario. Anche se non tutti sanno come si compila un assegno, i piĂą immaginano che
debba essere specificato il nome di chi riceve la somma da pagare. Si tratta del beneficiario, appunto.
5. Nome e cognome devono essere trascritti in forma leggibile nel campo solitamente presente
sotto quello dedicato alla “somma espressa in lettere”. Importante: senza il beneficiario espresso,
nessun assegno sarĂ  mai valido.
6. Chi emette l’assegno: la firma. L’ultima riga in basso è dedicata alla firma di chi emette
l’assegno, ossia il correntista. E’ importante sapere che la firma deve coincidere con quella depositata in banca al momento della richiesta del libretto degli assegni.
Importante poi precisare che se l’assegno non contiene la dicitura “non trasferibile”, occorre
ricordarsi di apporla per importi pari o superiori a 1.000 euro. In caso di mancata indicazione della
clausola “non trasferibile”, c’è infatti il rischio di andare incontro ad una sanzione da 3.000 a 50.000 euro.
Se invece si decide di utilizzare un assegno in forma libera ovvero senza la dicitura “non trasferibile”
per importi inferiori a 1.000 euro occorre farne specifica richiesta alla propria banca e pagare
un’imposta di bollo di 1,50 euro, che poi la banca pagherà all’Erario.

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