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‚ÄúStoria della cultura alimentare nella Calabria Romana. La civilt√† a tavola: quando il cibo diventa cultura‚ÄĚ in un libro di Teresa Pugliese

Il volume è la seconda fatica letteraria dell’autrice calabrese, Teresa Pugliese di Cirò Marina. Frutto di una ricerca storica e archeologica sui cibi e usi alimentari della Calabria nel periodo storico romano

La Redazione

Cirò Marina, domenica 15 aprile 2018.

‚ÄúStoria della cultura alimentare nella Calabria Romana. La civilt√† a tavola: quando il cibo diventa cultura‚ÄĚ √® il titolo del nuovo libro di Teresa Pugliese edito da Albatros Edizioni. Il volume, seconda fatica letteraria dell‚Äôautrice calabrese, √® disponibile in tutte le librerie e gli store digitali. Frutto di una ricerca storica e archeologica sui cibi e usi alimentari della Calabria nel periodo storico romano, lo scopo di questo volume √® quello di fornire un quadro esaustivo ed articolato delle abitudini alimentari degli abitanti del Bruzio in epoca antica, da cui trae origine la cultura enogastronomica popolare della nostra regione, non trascurando di certo il glorioso passato magno greco, che ha lasciato nel tessuto culturale della Calabria, profonde impronte che hanno influenzato a fondo ed in maniera incisiva la storia alimentare di questo popolo, nel periodo romano ed oltre. Il cammino che l‚Äôautrice percorre lungo le strade di questa regione attraversa svariati paesaggi: dai campi profumati di grano della Locride, alle immense distese delle viti Sibarite, dai pendii della Sila germoglianti di pini e abeti, fino alle coste di Hipponion dove gli Dei resero abbondati le acque di molteplici specie marine. La dieta calabrese in et√† romana, nel segno di una profonda identit√† culturale, si √® conservata sino ai giorni nostri con caratteri tipici e peculiari. Il volume¬† analizza la cultura alimentare della Calabria romana, inserendola nel contesto storico archeologico del territorio regionale; si parla infatti del garum,¬† salsa di pesce molto apprezzata dai romani, prodotta negli stabilimenti per la lavorazione del tonno rinvenuti dalla ricerca archeologica soprattutto nel vibonese che ricorda molto il ‚Äúvatarico‚ÄĚ, una specie di ‚Äúbottarga‚ÄĚ che ancora si produce sulla costa tirrenica calabrese; ed ancora la continuit√† tra l‚Äôuso antico di conservare il pescato sotto sale e l‚Äôattuale produzione della ‚Äúsardella‚ÄĚ, anche detta ‚Äúrosamarina‚ÄĚ, salsa costituita da un impasto di neonata di sarde, alici, oppure acciughe con sale, peperoncino macinato e semi di finocchio, diffuso nel cirotano. Vengono annoverati inoltre i cos√¨ detti ‚Äúdolci della festa‚ÄĚ: crustuli, mustazzoli, mucceddati, tutti simili per forma e per modi di preparazione agli antichi dolci greci e romani, prodotti per deliziare il palato ed utilizzati inoltre come ex voto. Il discorso relativo alle colture e ai modi di produzione dei generi alimentari usati nell‚Äôantichit√† √® stato possibile anche grazie alle ricostruzioni dei paesaggi agrari antichi fatte da molti storici; si √® prestata grande attenzione quindi¬† a quelle che sono le colture antiche dell‚Äôulivo e della vite che tutt‚Äôora caratterizzano il paesaggio magno greco in generale e quello calabrese in particolare. L‚Äôampia¬†¬† documentazione¬†¬† storico-archeologica¬†¬† oggi¬†¬† disponibile¬†¬† sulle¬†¬† modalit√†¬†¬† di¬†¬† coltivazione, hanno consentito all‚Äôautrice un vasto excursus¬† che va dall‚Äôanalisi delle varie tipologie di vitigni per ciascuna area e che culmina nel capitolo dedicato al testamento di Mario Megonio, ai sistemi produttivi nelle strutture agrarie delle villae con i turcularia e i vasti depositi di anfore e¬† dolia , veri e propri capisaldi del sistema schiavistico del mondo romano, alle pratiche del consumo sia durante la convivialit√† che nelle cerimonie religiose, alle forme economiche della commercializzazione attraverso le anfore che venivano impermeabilizzate con la pece che si produceva in abbondanza nei boschi calabresi. Per alcuni¬†¬† prodotti¬†¬† di¬†¬† largo¬†¬† uso¬† nel¬†¬† mondo¬†¬† romano¬†¬† calabrese¬†¬† l‚Äôautrice¬†¬† riesce¬†¬† a¬† trovare¬†¬† puntuali corrispondenze con produzioni moderne talvolta simili anche nelle assonanze lessicali; √® questo il caso del¬† passum,¬† bibita altamente zuccherina che si ottiene dalla trasformazione delle uve essiccate al sole, che viene accostato al meglio noto ‚Äúvino passito‚ÄĚ. Ad arricchire l‚Äôopera la prefazione della Dottoressa Maria Teresa Iannelli, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia e del Museo Archeologico dell‚Äôantica Caulonia, e la copertina firmata dall‚Äôartista Antonio La Gamba. Questo volume, unico nel suo genere e senza dare¬† ‚Äúricette‚ÄĚ, sa coniugare la storia, l‚Äôarcheologia e cultura alimentare della Calabria romana che spesso sembra ‚Äúsopravvivere‚ÄĚ nelle abitudini odierne. Gli usi, i profumi ed i sapori a distanza di millenni non sono poi cos√¨ tanto cambiati, e non siamo poi tanto cambiati neanche noi. La Calabria, resta uno dei luoghi pi√Ļ affascinati della penisola italiana, cos√¨ come lo era la splendida Magna Grecia, di cui noi Calabresi ne conserviamo gelosamente il ricordo e l‚Äôantico splendore.

Biografia.¬†Teresa Pugliese nasce a Crotone il 3 giugno 1990, vive tra Vibo Valentia e Cir√≤ Marina, suo paese natale.¬† Si laurea nel 2014 in Lettere e Beni Culturali e nel 2017 in Filologia Moderna. Amante sin da piccola del mondo della scrittura e della letteratura, coltiva questa passione cominciando a collaborare in diversi blog. Nel 2015 corona il sogno di poter pubblicare la sua prima opera dal titolo ‚ÄúSibilla Aleramo. Il difficile viaggio nel paese dell‚Äôidentit√†‚ÄĚ grazie al quale ottiene un ottimo riscontro di pubblico e diversi premi. Organizzatrice e relatrice di diversi workshop e convegni culturali. Collabora con la rivista Albatros Magazine, dove si occupa di musica e spettacolo.

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