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“Luigi Siciliani – Il Ritorno” L’ultimo lavoro del cirotano Saverio De Bartolo dedicato al suo famoso conterraneo

L’ultimo lavoro del cirotano Saverio De Bartolo dedicato al suo famoso conterraneo poeta, scrittore e cultore archeologo

Mimmo Stirparo

Cirò, giovedì 19 aprile 2018.

Negli anni scorsi abbiamo apprezzato Il Cerusico di Mizzana (1997); I temi politici della sinistra extraparlamentare negli anni ’70: il caso del Manifesto( 1998), dello stesso anno Il Manifesto anni ’70: “una rifondazione politica” a sinistra del PCI. Analisi dei contenuti delle tesi del Manifesto; AmaraMente, Miscellanea di versi del 2003; “Kakovia” del 2004; Famiglia De Bartolo, via Kakovia n. 6 Ciro’( 2006) e ancora Se la buona Marta …; nel 2007, dedicate al suo famoso conterraneo Le Cinque Novelle, con autobiografia di Luigi Siciliani e Carissimo Gigi, Lettere di Giovanni Pascoli a Luigi Siciliani; A froggia e Mastu Lorenzu del 2010 e Si sa che… Montedison, le ricerche, le persone… del 2012 con prefazione di chi scrive questa nota. Ed ancora. “Al modo delle foglie” edita nel 2013, corposa raccolta di liriche che, come “nuvole sul mare”, richiamano la poetica di Salvatore Quasimodo e che abbracciano tutto l’itinerario umano del poeta cirotano. Sono “foglie sparse, foglie argento, foglie di neve, foglie morte,nuove foglie”, insomma foglie tantissime vive e poche morte e comunque caduche che raccontano dell’amata natia Cirò e della Ferrara eletta a terra di adozione. E nel 2015 “La lingua dei Cirotani” con sottotitolo “Espressioni, detti, volgarità”, dedicato alla “sorella Caterina dal cuore che sopporta” ed è anche un omaggio alla sua gente di Cirò. Ci piace ribadire che si tratta di ricordi della fanciullezza rivisitati attraverso, come scrive lo stesso De Bartolo, “un percorso di ricerca, nel campo della lingua di una volta.” Un percorso della vita di ognuno di noi che non si abbandona mai. Lo scrittore e poeta di Cirò non sfugge a questa antica regola e se ne riappropria mettendo in ordine antiche emozioni, giochi, volti amici, mondi segreti con “un’operazione di ritrovamento, di riscoperta della lingua dei cirotani, dopo decenni di dimenticanza. Un patrimonio linguistico, inteso come eredità dei nostri padri. Che non è da dimenticare.”
Orbene l’amico Saverio De Bartolo ci regala l’ultima sua creatura (CopyArt, di Ferrara, gennaio 2108) che vuole essere un omaggio al suo famoso conterraneo, “Luigi Siciliani – Il Ritorno”. Il libro si apre con una simpatica ed irrituale autobiografica indirizzata all’amico editore Cavacchioli per il suo Raccontanovelle. Il Siciliani qui si racconta tra il serio ed il faceto facendo molta ironia sul suo paese, sui suoi studi, sulla sua famiglia, sulle prime pubblicazioni non proprio fortunate. De Bartolo arricchisce questo lavoro con una carrellata di dati bio-bibliogtafici e di tante note critiche rivolte alle raccolte poetiche da autorevoli giornalisti ed intellettuali quali Bargellini, Gargano, Pastonchi, Oliva, Agresti ed altri. E si continua col presentare: il Siciliani traduttore, pur non sentendosi tale, piuttosto “profondamente poeta”; il prolifico Siciliani narratore e saggista. In queste ultime pagine si fa bene a rileggere l’ampio e ricco saggio su “Mattia Preti – Il cavalier calabrese”.
Luigi Siciliani, non solo autentico poeta e scrittore, anche cultore archeologo che, in qualità di Sottosegretario di Stato alle Belle Arti nei Governi Facta e Mussolini rivolse notevole attenzione alle risorse archeologiche presenti tra Cirò e Cirò Marina ed in particolare, come ci dicono i suoi versi, “Avido cerco con gli occhi d’intorno se pure un vago vestigio/ fosse rimasto del tempio splendente d’Apolline Aleo.// Tempio di Apollo, disegna le forme tue pure sul lifo,/leva le belle colonne e l’istoriate metope!/ Degno son d’entrare, or ch’è colcato il tuo dio/ dietro i monti, nel tempio, e dirgli ch’io vidi il suo lume.”. L’amore per il territorio cirotano e la passione archeologica sono qui ben testimoniate dall’ampio carteggio intercorso tra il Siciliani e l’archeologo Paolo Orsi che scopri il Tempio di Capo Crimisa dietro le valide sollecitazioni appunto dell’intellettuale cirotano.
È bene fermare qui le mie modeste riflessioni sul dotto volume del De Bartolo non prima di ribadire che è piacevole leggerlo perchè arricchisce il patrimonio storico delle nostre contrade e di ognuno di noi.

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