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Bocchigliero accoglie “Sila Sharing Festival” l’evento dedicato alla biodiversità, alla comunicazione e al turismo sostenibile

Una giornata all’insegna del dialogo e della sostenibilitĂ , quella svoltasi martedì 15 maggio, a Bocchigliero, che anche quest’anno accoglie con entusiasmo l’evento che apre le porte e la discussione alle buone pratiche del turismo in Sila

La Redazione

Bocchigliero, sabato 19 maggio 2018.

Una giornata all’insegna del dialogo e della sostenibilitĂ , quella svoltasi martedì 15 maggio, a Bocchigliero, che anche quest’anno accoglie con entusiasmo l’evento dedicato alla biodiversitĂ , alla comunicazione e al turismo sostenibile, “Sila Sharing Festival”. Un appuntamento fisso, “Sila Sharing Festival” che apre le porte e la discussione alle buone pratiche del turismo in Sila, grazie all’intervento e al contributo di studiosi, appassionati e amanti delle magnifiche terre che arricchiscono il Patrimonio Silano, candidato a diventare Patrimonio per l’umanitĂ  intera.

Un confronto aperto, moderato del giornalista Francesco Cangemi, che dopo una rapida presentazione dell’evento passa subito la parola agli ospiti. Con grande entusiasmo il Sindaco di Bocchigliero Giuseppe Santoro ha ricordato l’importanza di un evento di questa portata per Bocchigliero: “Ringrazio il Parco Nazionale della Sila a nome di tutta la cittadinanza. Tutti coloro che sono intervenuti, le scuole, gli ospiti, un confronto partecipato e ricco di spunti, che contribuirà senza dubbio ad aumentare ancora di più la qualità dell’offerta turistica silana agli occhi del mondo. La Sila è la nostra casa, polmone verde d’Europa e questa candidatura a Patrimonio dell’Unesco è il nostro premio, meritato sotto ogni aspetto, frutto del lavoro che tutti noi, cittadini e istituzioni, facciamo ogni giorno, per far risplendere la nostra Sila e portarla sempre più in alto”.

La mattinata continua con i saluti e i ringraziamenti da parte del Commissario straordinario del Parco la prof.ssa Sonia Ferrari che ha ribadito ancora una volta la qualità di una candidatura come la nostra a diventare Patrimonio dell’Unesco: “Dobbiamo dimostrare all’Unesco che il nostro è un patrimonio particolare, unico al mondo. Vogliamo far conoscere al mondo una Calabria bella e positiva, proponendo un turismo che guardi alla sostenibilità costantemente, così da conservare le risorse che abbiamo, per le future generazioni, tutelando e valorizzando la biodiversità”. Un augurio ripreso subito dopo dal Direttore f.f. del Parco, il dott. Giuseppe Luzzi che dopo un saluto a tutti i presenti, ha esposto il valore e l’importanza dei tanti progetti avviati come Ente Parco e come Riserva della Biosfera: “La Regione Calabria ha accolto le nostre istanze, contribuendo con importanti risorse   finanziare, al rilancio di una serie di progetti di enorme valore per la promozione e la tutela della biosfera. Un ricco piano di marketing, che parli il linguaggio delle aree protette e che ruoti attorno a quello che è fulcro centrale, la sostenibilità ambientale. Abbiamo la fortuna di operare con sindaci capaci, con cui il Parco ha creato un rapporto di sinergia, per dare un futuro al Parco e ai suoi territori”.

Una giornata, che ha visto protagonisti studiosi, appassionati da anni impegnati per il rilancio e la valorizzazione di questo splendido territorio che sbalordisce turisti e visitatori, affascinati e rapiti da tanta ricchezza, fatta di tradizioni, natura e cultura. Anche il prof. Brandmayr, docente presso l’Università della Calabria, studioso e amante della Sila ha spiegato il perché il Parco della Sila sia così adatto a una candidatura di tale portata: “Grazie alla nostra posizione e alle nostre condizioni microclimatiche il Parco accoglie al suo interno circa 800/900 specie di piante differenti, alcune delle quali endemiche, esclusive dei nostri territori. Un patrimonio unico e prezioso, completato dalla presenza del maestoso Pino Nero di Calabria, simbolo della Sila e da tante specie animali, indice di enorme biodiversità, fonte di sostentamento per le popolazioni che abitano questi territori”.

All’incontro sono intervenuti anche il Presidente CURSA (Consorzio Universitario per la Ricenca Socioeconomica e per l’Ambiente), il dott. Giuseppe Scarascia Mugnozza, che ha raccontato a tutti i presenti il grosso lavoro fatto nel tempo, col fine di presentare la candidatura del Parco a Patrimonio dell’Unesco. “Abbiamo puntato sulle peculiarità della Sila, sui suoi sistemi forestali e grazie ad una corposa elaborazione di materiale scritto e iconografico, ne abbiamo individuato gli aspetti caratteristici, utili alla presentazione della candidatura, di cui oggi andiamo fieri”; intervenuto anche Salvatore Trozzo, consigliere della Fondazione Mab Sila: “Dobbiamo sentirci tutti abitanti della Sila e dare il nostro contributo al territorio, per ottenere questo grande titolo che porterà la Sila nel mondo”.

Una mattinata densa d’interventi e spunti, che ha visto protagonista anche il dott. Pietro Tarasi, presidente della Coldiretti di Cosenza, che ha ribadito come le popolazioni silane siano state in grado di conservare e coltivare negli anni il patrimonio che le circonda, grazie a una agricoltura rispettosa e sostenibile. Ottimi spunti al confronto sono giunti anche da parte di alcune amministrazioni comunali: il Sindaco di Campana l’Ing. Agostino Chiarello, vice presidente del Mab, che ha raccontato agli ospiti il rapporto solido che si è creato tra i vari comuni, per ottenere piccoli ma significativi risultati, “abbiamo sempre cercato di dare un’opportunità al nostro territorio, è necessario che tutti facciano la loro parte”. Pienamente d’accordo a questa linea d’intervento si è detto anche l’Assessore Greco, in rappresentanza del comune di Longobucco, che ha parlato di una vera e propria rete di comuni, ringraziando il Parco e i suoi responsabili per il lavoro fatto in questi anni, “ un continuo vento di novità, che valorizza la natura e il turismo, dunque il nostro futuro”.

Un veloce saluto è arrivato anche dalla dott.ssa Nina Pecora, consigliere Mab, che ha spiegato come, “L’impulso alle città, venga da una buona gestione delle risorse di montagna. La grande sfida è quella di riportare le persone ad abitare nuovamente, quei luoghi che con gli anni hanno subito forti spopolamenti”. Altri importanti contributi alla discussione sono giunti inoltre da uno degli inventori del “Sila Sharing Festival”, Antonio Blandi, che da anni con forza e grande creatività si occupa di sviluppare all’interno dell’area del Parco idee innovative e fresche, proponendo eventi come questo, eventi per parlare, discutere e raccontare le bellezze della nostra Sila. La presenza all’evento da parte di figure di spicco quali, Franco Laratta, del consiglio amministrazione ISMEA e del giornalista Alfonso Bombini, ha dimostrato la forza e l’influenza che un evento di questo calibro può suscitare, Bombini si è detto soddisfatto dei risultati e di quella spinta autentica portata alla Calabria dai racconti, dalle storie e dalle vite di coloro che abitano la Sila.

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