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Crucoli, la Festa di Manipuglia richiama molti emigrati

L’edizione appena conclusa ha riportato in paese numerosi emigrati che aspettano questo evento per tornare ad esprimere la propria fede nella Madonna di Mapipuglia ed al contempo riabbracciare famigliari ed amici d’infanzia mai dimenticati.

Nunzio Esposito

CRUCOLI, sabato 26 maggio 2018.

Ne parliamo ogni anno, ma ogni anno è inevitabile: la crisi economica e lavorativa che continua a svuotare il nostro territorio si nota anche (o soprattutto, dipende dai punti di vista) durante le feste patronali che tra fine aprile (San Francesco) e metà maggio (Manipuglia) donano una parvenza di vitalità alle nostre due comunità cittadine

C’è da dire che l’edizione 2018 della tanto attesa festa in onore della protettrice di Crucoli, Maria di Manipuglia, ha riportato in paese numerosi emigrati che, seppure non tutti gli anni, aspettano questo evento per tornare ad esprimere la propria devozione ed al contempo riabbracciare famigliari ed amici d’infanzia mai dimenticati.

Rimane immutata, quindi, quell’intensa devozione che si manifesta nei crucolesi di ogni generazione fin dall’inizio del mese mariano e culmina nei due giorni di festeggiamenti nella terza settimana di maggio, con migliaia di fedeli che affrontano (a volte sfidando le bizze meteorologiche del periodo) la lunga processione al seguito della sacra statua della Madonna quando lascia la Chiesa in pieno centro per raggiungere il suo bellissimo santuario di Manipuglia a metà strada tra borgo collinare e mare.

Tutto perfettamente ancorato in una tradizione che si perde nel tempo, soprattutto con i momenti di preghiera e di adorazione che si aprono il 1° maggio, quando l’effige della Madonna viene scesa dalla sua cappella, sita nella navata laterale della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, per essere posta a fianco dell’altare maggiore, appositamente arricchito con fiori e tessuti ornamentali.

La Madonna di Manipuglia sembra quasi ricambiare l’amore che riceve da secoli dal suo popolo di fedeli ed all’alba della festa, della discesa al Santuario, della veglia nella notte tra domenica e lunedì, e poi del rientro festoso, ella è felice, è gioiosa, è serena di proteggere i propri fedeli nella sua casa, all’interno della chiesa madre.

La festa intanto, dopo quasi tre settimane vissute tra novena mattutina al Santuario e tanti altri appuntamenti eucaristici in Parrocchia, così come accuratamente programmati da Don Matteo Giacobbe, accende le luminarie bellissime e multicolorate per le strade principali del paese e soprattutto nella centralissima Piazza Di Bartolo, dove la sera di sabato 19 si apre il sipario sulla 32ma edizione del Cantacrucoli, le applauditissime esibizioni canore di bambini e ragazzi del posto.

Domenica mattina, complice anche il bel tempo (eh si, quello è sempre il più sperato), Crucoli è un muoversi di gente che riempie fin dall’alba le strade, la piazza, e naturalmente la Chiesa, da dove la Madonna fa la sua uscita dopo un anno, salutata da scroscianti applausi e canti di preghiera.

Il lungo serpentone che si crea da lì a poco accompagna la sacra effige nel percorso principale che la porta alla periferia del paese, salutata lungo viale Repubblica da fuochi artificiali che per qualche minuto interrompono le sonate della zampogna e della banda musicale; in testa le massime autorità civili, militari e religiose, tra cui il Parroco Don Matteo ed il Sindaco Domenico Vulcano.

Fino alla periferia del paese (ex scuole medie) la statua della Vergine di Manipuglia, tutta adornata di gioielli e preziosi ex-voto, viene portata a mano da fedeli che fanno a gara per avere questo “privilegio”, mentre appena dietro le donne si alternano in canti popolari della tradizione religiosa crucolese.

Poi il trasbordo sul carro arricchito da centinaia di bellissimi fiori e quindi, trainato da un trattore, l’avvio verso il Santuario che, fin dall’arrivo poco prima dell’una, e per tutto il pomeriggio sarà un continuo via vai di fedeli in pellegrinaggio, mentre lo stesso Don Matteo ed altri suoi confratelli, tra cui il crucolese Don Claudio Splendido (attuale parroco di Mesoraca), celebreranno i momenti di preghiera fino a tarda sera.

Intanto, fuori dal cancello d’ingresso decine di bancarelle paninoteche ambulanti verranno prese d’assalto per un facile e veloce pasto mordi e fuggi, mentre lungo la vecchia strada provinciale SP1 non si ferma l’andirivieni di autoveicoli alla ricerca (difficilissima) di un parcheggio per qualche ora di sosta, mentre la sera di musica in Piazza Di Bartolo sarà allietata dallo spettacolo “I Migliori Anni”.

Trascorsa una notte di veglia nella chiesetta di Manipuglia, all’indomani l’effige di Maria riparte sul suo carro, accompagnata in processione per il rientro in paese: il tempo stavolta non è dei migliori e la pioggia si alterna a rari momenti di sereno. Resta comunque l’accoglienza più che mai festosa, anche stavolta salutata da fuochi artificiali al suo ingresso tra le case collinari che espongono ai balconi colorate coperte appositamente ricamate.

In Parrocchia si concluderĂ  il peregrinare dei fedeli, con la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo piena in ogni posto e la Santa Messa di accoglienza sarĂ  un altro grande e partecipato momento di preghiera e di raccoglimento intorno alla Vergine Maria.

Nel pomeriggio la pioggia incessante costringe a posticipare di alcune ore il tradizionale “incanto” in piazza, cui seguirà il concerto del cantautore sardo Marco Carta, accolto da decine di suoi giovani fans giunti persino dalle province vicine anche per festeggiare il suo compleanno (21 maggio).

Fino al grande saluto pirotecnico notturno nel particolare teatro naturale del “canalicchio” che ha rimandato l’appuntamento con la Festa di Manipuglia a fra un anno esatto.

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