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Al Borrelli di Santa Severina si riscopre la bellezza della lingua italiana

L’illustre linguista Francesco Sabatini ospite del Liceo Classico

La Redazione

Santa Severina, venerdì 08 giugno 2018.

Corso di aggiornamento con un relatore d’eccezione per i docenti dell’Istituto Omnicomprensivo “D. Borrelli” di Santa Severina. Lunedì 4 giugno il linguista e filologo Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca e autore di testi di grammatica valenziale per la scuola secondaria di primo e secondo grado, ha tenuto due incontri presso l’auditorium del prestigioso Liceo del crotonese, il primo, la mattina, con gli studenti del Liceo, il secondo, nel pomeriggio riservato ai docenti.

I due seminari, sono stati organizzati dalla dirigente scolastica dott.ssa Antonietta Ferrazzo e introdotti dal prof. Antonio De Rito.

La lectio magistralis ha affrontato due aspetti nuovi dello studio della lingua italiana “La lingua come dotazione del corpo” e “Modelli scientifici tra grammatica e testo”. Le lingue (e non solo quella italiana) andrebbero studiate collegandosi alla biologia e alla chimica, perché è dal nostro corpo che tutto comincia; allo stesso modo i bambini imparano a parlare per conseguenze della loro permanenza di nove mesi nell’utero della madre, dal quale le loro orecchie cominciano a ricevere i primi stimoli che partono dalla bocca della madre.

«Si parla spesso, da qualche tempo, di “ritorno alla grammatica” nell’insegnamento dell’italiano. Siamo in molti a ritenere, non da ora, che dello studio cosiddetto “riflesso” della lingua non si possa e non si debba assolutamente fare a meno nell’istruzione scolastica. E ciò per tre motivi di fondo, che è bene riaffermare: 1) non è possibile usare in modo consapevole e appropriato la lingua, specialmente nello scrivere, senza conoscere analiticamente il suo funzionamento; 2) questa conoscenza aiuta certamente anche nell’apprendere le altre lingue; 3) inoltre, e non è un fatto marginale, l’analisi della lingua è indagine sui nostri processi mentali, sui nostri rapporti sociali e sulla nostra storia culturale».

Se la lingua si studiasse in modo piĂą scientifico e metodico allora la gente non perderebbe interesse e soprattutto non dovremmo stare ad ascoltare scempi di condizionali e stermini di congiuntivi anche da parte della nostra classe dirigente.

«Cerchiamo dunque di tener vivo e sviluppare, in tutto il percorso dell’istruzione scolastica, insieme con le fondamentali pratiche che alimentano e ampliano le “abilità” linguistiche, quelle attività che vanno sotto il nome di “studio riflesso” della lingua».

Di Antonio Angotti

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