Al Borrelli di Santa Severina si riscopre la bellezza della lingua italiana

Corso di aggiornamento con un relatore d’eccezione per i docenti dell’Istituto Omnicomprensivo “D. Borrelli” di Santa Severina. Lunedì 4 giugno il linguista e filologo Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca e autore di testi di grammatica valenziale per la scuola secondaria di primo e secondo grado, ha tenuto due incontri presso l’auditorium del prestigioso Liceo del crotonese, il primo, la mattina, con gli studenti del Liceo, il secondo, nel pomeriggio riservato ai docenti.

I due seminari, sono stati organizzati dalla dirigente scolastica dott.ssa Antonietta Ferrazzo e introdotti dal prof. Antonio De Rito.

La lectio magistralis ha affrontato due aspetti nuovi dello studio della lingua italiana “La lingua come dotazione del corpo” e “Modelli scientifici tra grammatica e testo”. Le lingue (e non solo quella italiana) andrebbero studiate collegandosi alla biologia e alla chimica, perché è dal nostro corpo che tutto comincia; allo stesso modo i bambini imparano a parlare per conseguenze della loro permanenza di nove mesi nell’utero della madre, dal quale le loro orecchie cominciano a ricevere i primi stimoli che partono dalla bocca della madre.

«Si parla spesso, da qualche tempo, di “ritorno alla grammatica” nell’insegnamento dell’italiano. Siamo in molti a ritenere, non da ora, che dello studio cosiddetto “riflesso” della lingua non si possa e non si debba assolutamente fare a meno nell’istruzione scolastica. E ciò per tre motivi di fondo, che è bene riaffermare: 1) non è possibile usare in modo consapevole e appropriato la lingua, specialmente nello scrivere, senza conoscere analiticamente il suo funzionamento; 2) questa conoscenza aiuta certamente anche nell’apprendere le altre lingue; 3) inoltre, e non è un fatto marginale, l’analisi della lingua è indagine sui nostri processi mentali, sui nostri rapporti sociali e sulla nostra storia culturale».

Se la lingua si studiasse in modo più scientifico e metodico allora la gente non perderebbe interesse e soprattutto non dovremmo stare ad ascoltare scempi di condizionali e stermini di congiuntivi anche da parte della nostra classe dirigente.

«Cerchiamo dunque di tener vivo e sviluppare, in tutto il percorso dell’istruzione scolastica, insieme con le fondamentali pratiche che alimentano e ampliano le “abilità” linguistiche, quelle attività che vanno sotto il nome di “studio riflesso” della lingua».

Di Antonio Angotti