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Alternanza Scuola-Lavoro: il Liceo Classico “D. Borrelli” mette in scena l’Orestea

L’Orestea di Eschilo sarà rappresentata oggi a Locri, domenica 10 giugno a Santa Severina e sabato 16 a San Mauro Marchesato dagli studenti del Liceo Classico “D. Borrelli” di Santa Severina nel merito di un progetto PON e di Alternanza Scuola-Lavoro

La Redazione

Santa Severina, venerdì 08 giugno 2018.

L’Orestea di Eschilo sarà rappresentata a Locri, Santa Severina e San Mauro Marchesato dagli studenti del Liceo Classico “D. Borrelli” di Santa Severina nel merito di un progetto PON e di Alternanza Scuola-Lavoro.

Il Liceo Classico “Diodato Borrelli” di Santa Severina (KR) porta in scena l’Orestea di Eschilo. La tragedia sarà rappresentata l’8 Giugno 2018, nell’ambito del concorso “Festival del Teatro Classico Scolastico 2018”, presso il teatro greco-romano Parco Archeologico di Locri Epizefiri Comune di Portigliola, alle ore 22.00; il 10 Giugno, alle 21.00, nella location del Teatro delle Muse a Santa Severina; il 16 Giugno, presso il Parco San Giovanni Battista a San Mauro Marchesato, alle ore 21.00.

L’allestimento dello spettacolo teatrale rientra nel “Modulo VOICE ON THE STAGE del PON FSE – Inclusione sociale e lotta al disagio ABISS 2016 – Agenda Borrelli per l’Integrazione ed il Successo Scolastico”. Il progetto, inoltre, fa parte delle attivitĂ  di Alternanza Scuola-Lavoro programmate dal Borrelli. I docenti Cesare Lamanna e Antonella Parisi hanno coordinato i lavori, con la consulenza esterna alla regia della dott.ssa Rosaria Macrì e alla scenografia della prof.ssa Teresa Amoruso. Gli studenti coinvolti hanno partecipato ad una serie di incontri formativi, hanno progettato e realizzato le scenografie, si sono cimentati nell’adattamento del testo tragico alla luce di un approfondimento linguistico-letterario e drammaturgico. Attraverso la tecnica del laboratorio teatrale gli studenti hanno maturato competenze specifiche di interpretazione scenica: ognuno di loro ha contribuito alla realizzazione dello spettacolo con un compito diverso, da costumisti, tecnici delle luci, attori, ballerini, tecnici di scena o aiuto registi. L’Orestea di Eschilo è l’unica “trilogia legata” superstite del teatro greco classico. L’Agamennone, le Coefore ed le Eumenidi narrano una unica storia, suddivisa in tre episodi. La guerra di Troia è finita, i Greci hanno preso Troia e Agamennone, capo dello schieramento acheo, può finalmente tornare ad Argo. Ad aspettarlo c’è la regina Clitemnestra che non intende affatto festeggiare il ritorno (nostos) del marito, piuttosto desidera vendicare la figlia Ifigenia, sacrificata ad Artemide dal padre durante la guerra. La bonaccia aveva bloccato le navi achee e solo il sacrificio di una vergine alla dea Artemide avrebbe potuto salvare l’esercito da morte certa. Clitemnestra non può accettare che il marito abbia ucciso la figlia e premedita la vendetta con Egisto, il suo amante. Nella reggia di Argo, Agamennone viene brutalmente assassinato insieme alla profetessa Cassandra, giunta da Troia come sua schiava. A vendicare il re sarĂ  il figlio Oreste che, riconosciuta la sorella Elettra, si introdurrĂ  nella reggia e ucciderĂ  la madre ed Egisto. Ad attenderlo però ci sono le Erinni, le rappresentazioni del rimorso, le personificazioni della vendetta di Clitemnestra, che cercano in tutti i modi di catturarlo. Oreste è stato guidato da Apollo nel suo agire: a lui, dunque, si rivolge per sfuggire alla furia delle Erinni. Atena istituisce il tribunale dell’Aeropago per risolvere la contesa. A paritĂ  di voti la dea decide di assolvere Oreste e tramuta le Erinni nelle dee benevole: le Eumenidi. L’Orestea segna il passaggio da una societĂ  arcaica e di stampo matriarcale a una societĂ  moderna e patriarcale, rispettivamente rappresentate dalla vendetta di Clitemnestra, poi esteriorizzata nel coro delle Erinni, e dall’istituzione dell’Aeropago come ente superiore e collettivo contro la vendetta privata. La serie inarrestabile di crimini tra consanguinei introduce il tema della vendetta ed esalta i valori e le norme di riferimento etico-politico della comunitĂ  della polis, con il trionfo di Dike e la massima esaltazione dell’ideale eschileo del pathei mathos, “col patire, capire”. Il Dirigente scolastico Dott.ssa Antonietta Ferrazzo.

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