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Trasporto ferroviario: Musmanno replica alle parlamentari del M5s

Le dichiarazioni riportate sulla stampa e attribuite a due senatrici e una deputata del Movimento 5 stelle, sulle problematiche del trasporto ferroviario nel territorio ionico calabrese, denotano grande confusione e meritano pertanto opportune precisazioni

La Redazione

Catanzaro, venerdì 08 giugno 2018.

“Le dichiarazioni riportate sulla stampa e attribuite a due senatrici e una deputata del Movimento 5 stelle, sulle problematiche del trasporto ferroviario nel territorio ionico calabrese, denotano grande confusione e  meritano pertanto opportune precisazioni.

Nell’interesse della Calabria, che certamente sta a cuore a tutti, sarebbe opportuno che gli Onorevoli parlamentari del Movimento 5 stelle prendessero coscienza che la campagna elettorale è terminata, oggi sono loro al Governo del Paese e a loro competono molte delle decisioni relative alle infrastrutture e ai servizi di trasporto.

Le Onorevoli 5 stelle chiedono il ripristino del treno Crotone-Milano. Si tratta di un cosiddetto “servizio universale” regolato da un contratto fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e l’operatore di servizio, cioè Trenitalia. È quindi il MIT l’attore politico che governa l’eventuale riattivazione del servizio. Vale la pena ricordare che il Movimento 5 stelle ha espresso, tra gli altri, proprio il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Auspichiamo, pertanto, una risposta dall’attuale Governo tanto collaborativa quanto fu quella del Ministro Delrio, per merito del quale abbiamo ottenuto, senza riduzione di servizi, l’attivazione di un secondo intercity sulla tratta Reggio Calabria-Taranto, sul quale, grazie a un accordo con Trenitalia fortemente voluto dalla Regione, i pendolari calabresi possono viaggiare con l’abbonamento ai servizi regionali.

Analogamente i servizi “freccia” sono servizi cosiddetti a “libero mercato”. Questo vuol dire che Trenitalia non riceve nessun contributo pubblico, ma li attiva solo quando li valuta economicamente convenienti. Certo che, anche in questo caso, il Ministero di riferimento, cioè il MIT, può esercitare una influenza quantomeno nel sollecitare la valutazione dell’opportunità di attivare il servizio. Sulla base di questo principio, la Regione Calabria ha attivato negli anni passati una proficua interlocuzione con Trenitalia e con il MIT, ottenendo un incremento netto dei servizi a lunga percorrenza con l’attivazione di un secondo “frecciargento” fra Reggio Calabria e Roma, con riduzione dei tempi di percorrenza di entrambi i servizi frecciargento di 30 minuti grazie al bypass della stazione ferroviaria di Napli Centrale. Inoltre il servizio ha beneficiato dell’istituzione dell’ulteriore fermata a Rosarno per tutti i “freccia” e della fermata a Scalea per il “frecciabianca”. Dal nuovo Governo ci aspettiamo un impegno altrettanto forte che consenta di incrementare ancora l’offerta attraverso l’istituzione di nuovi collegamenti, ad esempio, fra la Calabria ionica e destinazioni importanti come Bari e Roma.

Per quanto riguarda l’infrastruttura ferroviaria ionica, è bene ricordare che da quando si è insediata questa amministrazione regionale, i servizi sono stati incrementati di 1.300 km/treno per ogni giorno feriale invertendo il trend che, fino al 2014, aveva visto i servizi diminuire costantemente. L’attuale amministrazione regionale ha inoltre favorito la firma di un protocollo d’intesa tra Regione Calabria, MIT e RFI attraverso cui alla ferrovia ionica sono state destinate risorse per circa 500 milioni di euro. Tali risorse stanno consentendo la sostituzione dell’armamento ferroviario, di adeguare le stazioni, di ammodernare le infrastrutture tecnologiche e di rimuovere i passaggi a livello aumentando la velocità e la sicurezza della linea. Inoltre per la prima volta sarà acquistato materiale rotabile con risorse regionali da destinare a questa linea. A questo si aggiunge il progetto, interamente finanziato, di elettrificazione della linea nelle tratte Sibari-Catanzaro Lido e Catanzaro Lido-Lamezia Terme. Il cronoprogramma di RFI prevede, sia per la linea ionica che per la tratta Catanzaro Lido-Lamezia Terme, il completamento dei lavori di ammodernamento, ivi inclusa l’elettrificazione, entro il 2021. La prima fase di elettrificazione, consistente nella realizzazione dei plinti e nell’installazione dei pali per la trazione elettrica avrà inizio a breve, il 10 giugno, sulla tratta Sibari-Rossano, in modo da approfittare della chiusura della tratta, già prevista da RFI, per la sostituzione dell’armamento ferroviario fra Sibari e Rossano. In tale tratta, i lavori di sostituzione dell’armamento e i plinti e i pali per la trazione elettrica saranno realizzati entro il mese di settembre 2018. Il progetto di elettrificazione della linea ionica continuerà dopo l’estate, nel tratto successivo, tra Rossano e Catanzaro Lido, tratta in cui analoghi lavori di predisposizione all’elettrificazione della linea saranno eseguiti in periodo notturno (in modo da non causare interruzioni al servizio ferroviario e dunque disagi all’utenza) con l’obiettivo di realizzare il 50% delle opere entro il dicembre 2018 e il relativo completamento su tutta la linea ionica entro il 2019.

È offensivo quindi definire il progetto di elettrificazione, di cui si parla da decenni e che oggi finalmente diventa realtà, come uno specchietto per le allodole o la posa di “quattro tralicci”.

Al di là delle sterili critiche, ci auguriamo che il programma strategico, fortemente voluto dalla Giunta Regionale calabrese, di rilancio dell’infrastruttura ferroviaria ionica sia con la stessa forza e convinzione sostenuto anche dal nuovo Governo nazionale. Si tratta di un’infrastruttura che non riceveva finanziamenti dai tempi di Cavour. Auspicando che anche con il  nuovo governo si stabilisca una sinergia simile a quella che ha caratterizzato i rapporti con il governo precedente e attraverso la collaborazione dei parlamentari calabresi, riusciremo presto e bene a consegnare ai nostri concittadini la ferrovia ionica efficiente a funzionale che la Calabria merita”.

E’ quanto afferma il Prof. Roberto Musmanno, Assessore regionale alle Infrastrutture.

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