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M5S: Sulla gestione dell’ASP, la politica crotonese dovrebbe solo vergognarsi

Nella scorsa settimana abbiamo dovuto subire tre comunicati stampa sulla sanitĂ  crotonese

La Redazione

Crotone, domenica 17 giugno 2018.
Uno squallido battibecco tra la Prossima Crotone ed il PD, con rimpallo di responsabilitĂ  e rivendicazione di successi raggiunti.
E’ grottesco e paradossale il duello in cui fingono di sfidarsi i responsabili dello scempio imperante in ogni comparto del crotonese.
Loro, sono la forza di maggioranza in seno al Consiglio Regionale. Insieme, hanno concordato il nome del presidente della provincia, condividono l’assegnazione degli incarichi di prestigio e nell’Asp. Da buoni compari, si sono spartiti il potere.
Ancora oggi, come in passato, gli “sculco boy’s”, in assoluta autonomia, offrono mancette e favoritismi in barba a leggi e regolamenti, con la complicità dei sindacati, e l’ottusità degli ordini professionali. Per favorire gli amici, hanno stilato regolamenti che stanno facendo inorridire chiunque li legga. Stanno proseguendo un lavoro certosino, che va avanti da decenni, con lo scopo di mantenere ed accrescere il bacino elettorale.
Come fa il PD, che insieme agli alleati staziona, muove fili e piazza pedine nelle stanze del potere, ad invitare a scendere in mezzo alla gente?
Il popolo crotonese è già sceso in piazza per rivendicare il diritto alla salute, da voi negato!

Noi del Meetup Amici Beppe Grillo Crotone, cittadini comuni, lontani dalle stanze del potere, invitiamo i 16 sindaci a spogliarsi delle fasce tricolori, svestirsi dai prestigiosi ruoli e condividere il percorso tortuoso che il cittadino crotonese deve compiere per vedersi riconosciuto ciò che è sancito dall’Art.32 della Costituzione italiana.

Tutta questa politica dovrebbe solo provare vergogna!

Vergogna nel vedere utenti e familiari mostrare il loro dolore nel caos del pronto soccorso, nel vedere elemosinare un posto per riposare le membra stanche dal dolore (perché devi dare la caccia anche ad una sedia a rotelle), per quei letti sconciati con lenzuola che fingono di coprire materassi sozzi.
Vergogna per aver modificato la percezione della gente, sono in molti a credere sia normale passare a pagare la visita nello studio privato del medico, per avere una prestazione in ospedale.
Osservate la gente in code interminabili e rispondete a chi, ad esempio, chiede come mai negli stessi giorni dell’ambulatorio pubblico ci sono persone prenotate in intramoenia e come mai non viene rispettato l’orario delle visite.

Viene garantito l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, così come previsto dalla legge 15/03/2010 n.38 e recepite a livello regionale?
L’Asp di Crotone rientra nella Rete di Cure Palliative?
Dove sono finiti i Percorsi Diagnostico-Terapeutici ed Assistenziali (PDTA) ed i Percorsi Integrati di Cura (PIC)? Ci fate vedere qualcosa che, nella realtĂ , vada oltre le parole scritte su qualche libro di buoni propositi?
Perché vengono sperperati i nostri soldi in affitti per strutture inaccessibili, inadatte ed inagibili?
Chi vigila affinchè il personale si adoperi nel rispetto dei ruoli?
Chi paga quando ciò non accade?

Esaminate la disorganizzazione imperante che ne deriva, invece di fingere di non vedere per garantire le mancette agli amici.
Controllate se esistono modelli organizzativi, procedure e protocolli per garantire agli utenti di poter accedere agevolmente ai servizi pubblici.
Qualcuno si è mai chiesto perché vengono sequestrate ingenti quantità di metadone?
Verificate come viene lesa la dignitĂ  delle persone costrette a mettere a nudo le loro debolezza per completa assenza di locali che non garantiscano igiene e privacy e mettetevi nei panni del personale umiliato nel dover lavorare in queste condizioni.

L’ASP di Crotone è un pozzo da cui attingere soldi pubblici (i nostri), a discapito dei servizi sanitari, dove regna il caos più assoluto.

Invitiamo i cittadini e le autorità competenti a leggere gli albi pretori lì troverete le ragioni del deficit e della disorganizzazione imperante, vi invitiamo a seguirci ed a sostenerci.
Sono l’utilizzo incosciente di denaro pubblico e la brutale disorganizzazione che ci porta ad andare a curarci, quando se ne hanno le possibilità, in altri ospedali, anche fuori regione, con grandi disagi e pesando ulteriormente sul bilancio sanitario regionale.

Riprendiamoci ciò che è nostro e rivendichiamo i NOSTRI SACROSANTI diritti

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