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Caso Brisinda, Sapia (M5S): Ministero della Salute sconfessa l’Asp di Crotone

La nota del deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Sanità

La Redazione

Crotone, martedì 23 ottobre 2018.

«L’ispezione ministeriale presso la Chirurgia dell’ospedale di Crotone ha sconfessato l’attività del responsabile del Rischio clinico, sui cui addebiti al primario Giuseppe Brisinda si sono basati i procedimenti e provvedimenti disciplinari a carico del professionista, al quale il giudice ha dato ragione per ben due volte. Ciononostante l’Asp di Crotone ha sottoposto il chirurgo a nuovo procedimento». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Sanità, che aggiunge: «Secondo il Ministero della Salute, le relazioni elaborate dal responsabile aziendale del Rischio clinico non rispondono alle classiche modalità di applicazione dell’audit clinico e riportano valutazioni su esiti chirurgici, in quanto a tassi di mortalità e di reintervento, senza che sia fornita evidenza delle relative metodologie». «Secondo il Ministero, tali relazioni – prosegue il deputato 5stelle – mettono in dubbio la correttezza di alcune tecniche operatorie, malgrado ciò non non competa affatto al responsabile del Rischio clinico. Se non bastasse, il Ministero ha rilevato una carenza di criteri regolatori aziendali, prassi non codificate, discrezionalità e personalismi nell’assistenza, ritenuta al di fuori delle linee guida, nonché una gestione delle liste d’attesa secondo abitudini consolidate, piuttosto che in base a procedure condivise e formalmente adottate». «La stessa relazione – conclude Sapia – conferma tutto quanto ho sempre sostenuto, e cioè che su Brisinda si sia fatto ingiustamente tiro al bersaglio. Alla luce delle criticità evidenziate dal Ministero della Salute, l’Asp di Crotone deve smetterla di inseguire fantasmi e di perseguitare medici che sono invece vittime della disorganizzazione interna. L’Asp di Crotone farebbe bene, invece, ad adeguare celermente la propria organizzazione secondo quanto indicato dal direttore generale della Programmazione sanitaria nazionale, Andrea Urbani, firmatario della relazione in argomento».

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