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Quando il Calcio è solidarietà: nasce la squadra “GeneraAzioni”

Rivoluzione nel mondo dello sport locale, e nella fattispecie del giuoco del calcio

La Redazione

Corigliano Rossano, martedĂŹ 04 dicembre 2018.

Coniugare la disciplina del pallone con i valori dell’aggregazione, della solidarietà, dell’inclusione sociale. È questo l’ambito quanto encomiabile obiettivo ideato e concretamente realizzato dall’associazione socioculturale giovanile cittadina “GeneraAzioni”, presieduta da Alfonso Falcone.
È stato lo stesso iperattivo e sensibile presidente Falcone – da anni in prima linea con tutti gli associati del suo sodalizio sul fronte della promozione di iniziative e attività benefiche – ad impegnarsi negli ultimi mesi per dare vita ad una nuova realtà di calcio a 5 che prende il nome dalla stessa associazione: “GeneraAzioni”. Una squadra interamente sorta dal volontariato, dall’altruismo e dalla generosità, costituita da ragazzi tutti rigorosamente “under 14” e residenti nell’area coriglianese del comune di Corigliano Rossano. Alcuni componenti della neonata formazione calcistica sono stati “segnalati” dalla Parrocchia S. Maria ad Nives di Schiavonea, altri invece scelti direttamente da Falcone e il suo staff.
“GeneraAzioni” debutterà già domenica 2 dicembre presso il campetto di contrada Giannone, luogo deputato ad ospitare gli allenamenti della squadra e tutte le altre attività connesse. Un calendario fitto di appuntamenti attende la formazione, pronta a misurarsi sul terreno da gioco in nome della solidarietà, che prende vita grazie al determinante contributo del Centro Sportivo Giannone – scuola di calcio di Carmine Servidio nonché degli imprenditori Ernesto Napolitano, titolare di “Svapo sigarette elettroniche”, e Roberto De Caro, titolare di “Lucky Paradise Zoo”.
Si tratta di una preziosa e importante pagina per la vita della comunità, il cui merito va ascritto al presidente Falcone nonché a tutti gli associati di “GeneraAzioni”, associazione la cui sede è situata in via Metaponto a Corigliano Scalo. Novità di portata storica perché il tutto nasce dalla volontà di portare in campo la bandiera del “sociale”, termine troppo spesso abusato ma, al contrario, perseguito quotidianamente dalla suddetta realtà. Un modo per favorire l’aggregazione dei giovani coriglianesi non solo puntando sull’amore per il calcio, ma anche su un’idea condivisa di crescita umana e culturale.

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