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La Ginestra bianca in Italia rischia l’estinzione, cresce solo a Cirò

E’ la denuncia di Giuseppe De Fine, socio onorario della società botanica italiana, collaboratore della rivista “Pro-Natura” ed esperto di piante tossiche e aromatiche del Crotonese

LaRedazione

Cirò, giovedì 06 dicembre 2018.

Ginestra bianca diffusione a macchia

Quando fiorisce, la ginestra bianca diventa una nuvola di delicati fiorellini bianchi. Sole abbacinante e poca acqua non la spaventano: sembra quindi una delle piante perfette per un giardino del futuro, dove l’acqua si risparmia e le temperature possono raggiungere punte estreme. E invece no. La ginestra bianca in Italia ha vita difficilissima, tanto da rischiare l’estinzione. E’ la denuncia di Giuseppe De Fine, socio onorario della società botanica italiana, collaboratore della rivista ‘Pro-Natura’ ed esperto di piante tossiche e aromatiche del Crotonese. La tutela dell’area in cui cresce questa rara ginestra è stata pure oggetto di un’interrogazione da parte di Nicodemo Oliverio, capogruppo del PD, al Ministro dell’Ambiente e delle Politiche agricole alimentari e forestali qualche anno fa, ma ad oggi la situazione non è cambiata. I 70 ettari di area Sic delle Dune della Marinella dove da cinque milioni di anni cresce la Ginestra bianca, sono ancora incustoditi , dove animali, fuoco, e uomo continuano ogni anno a deturparla.
“Questa pianta a serio rischio estinzione – dichiarava qualche anno fa Oliverio – attende una adeguata tutela da parte dello Stato, della Regione Calabria e della provincia di Crotone al fine di evitare che venga distrutto un esemplare unico di biodiversità in Italia. Di questa rara e preziosa pianta (Retama retam) in Italia se ne trovano alcuni esemplari in Sicilia ma cresce prevalentemente a Cirò, in provincia di Crotone, sulle dune in località Marinella”. “Nonostante questo territorio – prosegue Oliverio – costituisca un’Area Sic (siti di importanza comunitaria) ed è pertanto inserito nelle aree sottoposte a vincolo ai sensi del Decreto del Ministro dell’ambiente 3 aprile 2000, ancora oggi risulta completamente abbandonato e incustodito”. E sottolinea: “Quel che è peggio, è che alcune persone non distinguendo una ginestra bianca da quella gialla, ne fanno legna da ardere, compiendo un grave danno all’ambiente e alla biodiversità”.

Duna dell’elefante nuovo rinvenimento

Sempre nella stessa area era stata rinvenuta dallo stesso botanico, qualche anno fa, nascosta dalla vegetazione, di neoformazione, una nuova Duna, formatasi negli ultimi anni grazie ai forti venti di tramontana e maestrale presenti durante l’inverno, che aveva battezzata: la duna dell’elefante per la sua grande mole, una collina di sabbia bianca da cui si può scorgere il mare blu della preziosa costa cirotana impregnata di rari papaveri gialli e naturalmente di Ginestra bianca. Un territorio questo a vocazione fortemente turistica e paesaggistica di grande valore ambientale.

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