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Crotone, Giovanni Marsala (Verdi) interviene sul decreto sicurezza

Il decreto sicurezza introduce un nuovo indirizzo da seguire in tema di gestione di migranti

La Redazione

Crotone, giovedì 13 dicembre 2018.

Il quadro che si presenta a livello nazionale è estremamente preoccupante da un punto di vista umanitario.
Le tutele disposte non viaggiano più sullo stesso binario dato che nei confronti di un migrante richiedente protezione per asilo-politico la durata della permanenza è di 5 anni, i migranti richiedenti protezione umanitaria, invece, perdono ogni diritto di permanenza negli stessi dopo 2 anni a seguito della chiusura degli SPAR, privati di qualsiasi assistenza e abbandonati completamente alla loro autosufficienza si ritrovano così nelle nostre strade.
Poche le eccezioni come i casi di vittime di violenze domestiche, grave sfruttamento lavorativo, cure mediche per chi è gravemente compromesso, per chi proviene da paesi colpiti da calamità eccezionali e chi si distingue per atti di particolare valore civile.
Da non sottovalutare è la situazione sanitaria, la quale costituisce una imminente emergenza.
Il DASPO URBANO è una misura non ben accetta dall’Ordine dei Medici e dei Chirurghi, evidenziando come venga leso il diritto alla salute, l’assistenza sanitaria è garantita ad individui in grave pericolo di vita o privati delle delle cure ospedaliere nei paesi di origine.
Ciò che ci riguarda più da vicino è il CARA di Crotone, 50 persone hanno perso il diritto all’accoglienza, un numero ancora maggiore è previsto entro la fine dell’anno.
Si tratta anche di donne e bambini, in alcuni casi in critiche condizioni di salute e quindi privati delle giuste cure all’interno del centro.
Il problema si pone anche a livello di autosussistenza all’esterno per la mancanza di adeguate strutture, come bagni pubblici e mense attrezzate, in grado di far fronte all’emergenza umanitaria.
Nello stesso tempo è doveroso ringraziare le organizzazioni che si prodigano al meglio per garantire un minimo di assistenza nella nostra città.
A mio avviso è necessaria una urgente mobilitazione umanitaria in grado di far fronte al problema, il quale non consente un controllo stabile nel tempo, l’aggravarsi dei disagi sanitari comprometterà inevitabilmente, oltre che i migranti, anche noi cittadini.

 

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