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Il Polo d’Infanzia “Baby Kinder Park” avvia la sua azione educativa per mantenere vivo il ricordo della Shoah

I baby del terzo livello, prossimi a traghettare nella scuola primaria, hanno ascoltato e interagito con le insegnanti e con la Dirigente Sacco, che ha illustrato loro con parole semplici e chiare, il significato degli eventi della Shoah

Oscare Grisolia

Cirò Marina, sabato 26 Gennaio 2019.

In continuità con il progetto educativo avviato sin dalla sua istituzione, il Polo D’Infanzia BKP, anche quest’anno ha avviato la sua azione educativa, fatta di piccoli esempi, di illustrazioni, di sentimenti di pace mirate a mantenere vivo il ricordo della Shoah e per introdurre i primi semplici esempi di vita condivisa nel rispetto e tolleranza reciproca. Come sempre attenti, i baby del terzo livello, prossimi a traghettare nella scuola primaria, hanno ascoltato e interagito con le insegnanti e con la Dirigente Lucia Sacco, che ha illustrato loro con parole semplici e chiare, commisurate all’età evolutiva dei baby, il significato degli eventi della Shoah.
Niente immagini di campi di concentramento o rappresentazioni che potessero colpire la fantasia dei piccoli, portandoli ad identificarsi nelle vittime o a sentirsi in pericolo immediato, ma soltanto il racconto, con parole “giuste e semplici” come ci ha dichiarato la Dirigente, Lucia Sacco, , di ciò che è successo in un altro luogo e in un altro tempo, lontano da noi, quasi fosse un racconto, una storia anche con immagini fantasiose positive. Una scelta educativa certamente non facile, perchè sono tematiche difficili da spiegare ai bambini, “non perché loro non siano in grado di capirle”, ma perché per noi adulti, per i genitori, per un insegnante è difficile scegliere le parole giuste e forse perché, di fronte a certi eventi, siamo noi i primi a non avere tutte le risposte e comprenderne il significato profondo. Si tratta di una delle pagine più buie della storia, in cui non solo gli ebrei, ma anche malati di mente, rom, omosessuali e handicappati sono stati imprigionati e uccisi, cancellati dalla follia contagiosa del nazismo. È importante però che la storia non venga dimenticata e, per questo, dal 2005 si celebra la Giornata della memoria.
Dare davvero senso alla parola “memoria” a cui questa giornata è dedicata: spiegate ai nostri figli, agli alunni che cosa è successo, perché l’umanità ne abbia memoria anche nei prossimi anni, quando i sopravvissuti ai campi di concentramento non potranno più portare la loro diretta testimonianza. Per farlo, in questo ultimo triennio, il B.K.P. ha ripercorso negli anni scorsi la storia di Anna Frank, che ha raccolto la sua esperienza in un diario e, oggi, grazie all’importante e istituzionale programma promosso dal Miur, che ha proposto il film d’animazione “La stella di Andra e Tati”, che racconta la Shoah ai più piccoli, andato in onda su Rai Gulp.
Il film racconta la vera storia di due sopravvissute al campo di sterminio di Auschwitz: le sorelle Alessandra (Andra) e Tatiana (Tati) Bucci, due tra i piĂš importanti testimoni italiani della Shoah.. Le sorelle avevano rispettivamente 6 e 4 anni quando vennero deportate al campo insieme alla famiglia. Attraverso questo film d’animazione, il progetto educativo che negli intenti della Dirigente, Lucia Sacco e del corpo insegnante ed educativo del BKP è stato da sempre finalizzato per spiegare a se stessi e fare comprendere ai piĂš piccoli che “non è mai troppo presto per educare ad amare….e non è mai troppo tardi per imparare ad amare….per non dimenticare…perchĂŠ tali atrocitĂ  non si ripetano mai più”.. “Una tragedia umana che solo nell’informalitĂ  e semplicitĂ  di un film racconto, riferito magari con voce lenta e a volte interrotta, potrĂ  favorire nei piccoli baby, sentimenti di condivisione e meraviglia”, come ha detto la Dirigente Lucia Sacco, “favorendo altresĂŹ la caduta delle barriere generazionali, anche drammatiche, tra piccoli, giovani ed anziani”.
Alta l’attenzione dei piccoli della sezione Girasoli che hanno ascoltato e seguito il film sul maxischermo del Polo D’Infanzia, dimostrandosi attenti e curiosi. Un progetto educativo svolto negli anni, “convinta che solo la memoria può aiutare le nuove generazioni a ripudiare ogni forma di violenza, di intolleranza e di ingiustizia e avviarli a costruire un mondo migliore”, come ha concluso Lucia Sacco.

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