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Applausi per la Cirò Marina che Corre, alla 45esima edizione della mezza maratona Roma-Ostia

Come ogni anno si ripete l’appuntamento sportivo piu’ atteso dagli atleti della Cirò Marina che Corre, evento podistico unico nel suo genere, perche’ non è la solita corsa, non somiglia a nessun altra, è la mezza maratona della Capitale

La Redazione

Cirò Marina, martedì 12 marzo 2019.

La mezza maratona della Capitale, quella dove vengono a vederti i parenti, gli amici, le persone care. Dove ci sono i tuoi compagni di squadra, con te in gara, a sudare ed a incitarti a non mollare durante l’arduo percorso. Quella dove vuoi fare bella figura più che in ogni altra occasione. Quella in cui oltre a te stesso, hai anche tanti altri “ degni avversari” con cui misurarti. Lo sanno bene i ragazzi dell’Asd Ciro’ Marina che Corre, che l’hanno preparata per mesi, attenendosi ad una scrupolosa tabella di allenamenti. Soprattutto ne hanno parlato per settimane, a parenti, amici, ed a tutta la gente amante di questo fantastico sport. Stiamo parlando della 45 esima edizione della Roma-Ostia, una delle mezze maratone più importanti al mondo. Quasi 13 mila partecipanti, i quali hanno colorato e animato i 21 chilometri che dalla capitale portano all’arrivo al Lido di Ostia. A vincere questa 45ma edizione della Roma-Ostia del 10 marzo 2019, è Guye Adola, con un tempo finale di un’ora e 7 secondi. Podio completato da Geoffrey Yegon e Justus Kangogo. L’etiope è arrivato davanti al gruppo di kenioti. Primo degli italiani (sesto classificato) Stefano La Rosa del gruppo dei Carabinieri.

Nelle donne, invece, a vincere è stata Lonah Korlima Chemtai Salpeter una mezzofondista e maratoneta keniota naturalizzata israeliana di origini kalenjin. Le prime italiane, invece, sono state Laila Soufyane, Valeria Straneo e Anna Incerti. Ben 12 le maglie bianco/azzurre della “Asd Ciro’ Marina che Corre” presenti alla gara, Luigi Capitò; Vitale Salvatore, Messina Sebastiano, Cardone Andrea, Bossio Salvatore, Montesanto Antonio, Lamberto Giacinto, Filareti Giovanni, Compagnone Luciano, Abdallah Samira, Ida Cardace e Strumbo Cataldo, quest’ultimo al suo primo debutto alle mezze maratone. Ottimo tempo per Cardone, che si piazza primo della società con il crono di 1’28”, seguito da Antonio Montesanto con 1’33”, Vitale Salvatore 1’39”, non è personale sulla distanza ma migliora sulle precedenti edizioni, Luciano Compagnone, neo iscritto e per la prima volta in maglia azzurra, chiude con il ragguardevole tempo di 1”40”, Messina Sebastiano registra il suo personale con il tempo di 1’46” insieme al traguardo con il compagno di squadra Luigi Capitò, Bossio Salvatore di Torretta di Crucoli, chiude con il tempo di 1’53”, Giovanni Filareti di Cariati chiude con 1’56”, Lamberto Giacinto alla sua seconda mezza maratona, chiude con il crono di 2’11”, grande soddisfazione per Cataldo Strumbo, reduce da un fastidioso infortunio, dopo mesi di dura preparazione è riuscito nonostante tutto a chiudere i 21km arrivando in volata al lido di Ostia con il tempo di 2’06”. Encomiale tenacia per l’arrivo al traguardo delle lady runners della Cirò Marina che Corre Abdallah Samira 2’24” e Ida Cardace che chiude con 2’15, limando il suo precedente tempo di Barletta. Significative le dichiarazioni del Presidente Luigi Capitò, “nell’ultima settimana prima della gara, entri in una sorta di “altra dimensione”. Hai la mente proiettata a quell’evento, il resto passa in second’ordine. Addirittura rimandi alcune decisioni, anche importanti, proprio perché non sei “nel pieno possesso delle tue facoltà”. Poi quel giorno arriva. E ti ritrovi sulla linea di partenza. Si va, si corre, i primi km servono per trovare il ritmo, poi ti ritrovo a correre con al fianco i compagni di squadra, gli stessi con i quali hai preparato la gara per mesi, con allenamenti sotto la piaggia e il vento. Ma c’è una cosa ancora più bella, i sorrisi e gli occhi dei compagni di squadra all’arrivo con la medaglia al collo.
Puoi leggere nelle loro facce e nei loro occhi una sincera volontà di trasmetterti energia, una vera passione da stadio che solo tu che corri puoi capire, questo è il vero valore di quella maglietta che indossiamo, a prescindere che tu abbia fatto 1’20”, o che ti sia fermato.

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