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Discarica Scandale: è frutto di una scellerata politica che sbeffeggia un martoriato territorio

E’ quanto afferma nella nota l’ex sindaco di Scandale, Iginio Pingitore

La Redazione

Scandale, lunedì 20 Maggio 2019.

E’ risaputo che gli amministratori pubblici, i candidati di ogni tornata elettorale, i politici di lungo percorso, quelli che hanno esperienza tale di far passare nero per bianco, sono anche bravi a fare orecchie da mercante, da una parte ad acconsentire tacitamente alla realizzazione di una discarica, dall’altra ad essere capaci a prendere le dovute distanze, specie quando inizia la contestazione da parte dei cittadini. Infatti, alcuni abitanti della frazione Corazzo, per sensibilizzare il dibattito in paese si sono incontrati presso i locali del Villaggio OVS, invitando anche l’ex sindaco Iginio Pingitore. Durante la riunione, particolarmente dibattuta e partecipata, molto animata, è stata avanzata la richiesta di indire immediatamente un consiglio comunale al fine di conoscere le motivazioni per cui è stata autorizzata la costruzione di questa discarica in località Santa Marina, in un territorio comunale assolutamente non adatto, dal momento che nell’intero crotonese si contano oramai diversi siti destinati al trattamento di rifiuti e che la percentuale dei malati di tumore continua a crescere. Ci chiediamo se non se non sia un suicidio abbancare altri 500mila metri cubi di rifiuti in un’area di ben 23.425,00 metri quadrati di terreno agricolo, situata al centro di tante abitazioni, vicina alla frazione di Scandale, ma anche a Crotone, Papanice e Rocca di Neto, i cui abitanti, nonostante siano molto più vicino degli altri dal luogo dell’ubicazione del sito, non hanno lasciato pervenire nessun cenno di vita. Si rammenta al Sindaco Barberio, che i cittadini non acconsentiranno neanche la discarica contenente rifiuti fino a 250.000 metri cubi’ a servizio dell’ATO 3, che presidente e sindaci dietro mozione dell’ex sindaco Pingitore votarono contro in seno di Conferenza.

Il territorio ha già dato tanto, in un solo lustro di tempo ha ricevuto rifiuti da tutta Italia. Si rammenta ancora, ad alcuni falsi politicanti, senza scrupoli, che sulla vicenda hanno avanzato la sciagurata e ventilata ipotesi di adeguare il sito di Santa Marina per abbancare i rifiuti pericolosi radioattivi dell’ex area industriale della vecchia Pertusola, come dire, disinquiniamo un sito della città per inquinare uno della provincia.  Inoltre, la ditta Maio, con il via libera di Santa Marina, è pronta a realizzare altri quaranta ettari di discarica alle porte di Crotone in loc. Giammiglione.  POVERI NOI …!

Pare che il territorio sia vittima di una maledizione, condannato ad assorbire ettari di discariche a cielo aperto. Lo studio Sentieri sui SIN (Siti di interesse Nazionale) conferma che a Crotone, infatti, ci si ammala il 17 % in più rispetto alla media nazionale. Recenti statistiche hanno dimostrato che presso le discariche ci si ammala di più: a Terzigno, nei pressi di Napoli, è stato rilevato un aumento del 14% d’incidenza di tumore nelle donne tra i 25 e i 40 anni, in età pre-screening, oltreché un aumento generale di malati oncologici di ogni genere ed età, un aumento di malattie respiratorie e malformazioni che riguardano i nuovi nati.

La questione ambientale ha iniziato ad aggravarsi dal 2001 dopo l’approvazione di un decreto della Regione Calabria, mediante il quale Crotone è diventata distretto energetico. In teoria ciò avrebbe dovuto trasformare Crotone nel motore dell’innovazione calabrese, un salto che avrebbe dovuto aprire nuovi mercati e nuovi sbocchi, migliorare la qualità della crescita economica e delle altre attività, in modo da conciliare il fabbisogno di beni e servizi anche attraverso la salvaguardia di un ambiente già violentato. Di fatto è avvenuto il contrario: sono state realizzate opere, comprese discariche, che hanno ulteriormente inquinato il nostro territorio attingendo a cospicui finanziamenti pubblici.

Nel 2019 la ditta costruttrice Ecolsistema ottiene il via libera e il decreto per la costruzione dell’invaso a Santa Marina. Come abbia fatto non si sa! Chi ha cambiato i pareri, da sfavorevoli a favorevoli, non si sa nemmeno! Il comune di Scandale era in una botte di ferro; si era assicurato il parere contrario di tutti i sindaci, del Presidente della Provincia di Crotone, del Presidente della Regione Calabria, dell’Assessorato all’Agricoltura, il quale, nell’ultima Conferenza di Servizi (quando in carica c’era ancora il sindaco Pingitore), motivava il suo “no” riconoscendo le potenzialità agricole della zona interessata, situata al centro della Valle del Neto, terra in cui si producono prodotti di elevata qualità. Le leggi regionali esistenti vietano la realizzazione a Crotone di nuovi invasi; lo stesso governatore deliberò una legge con la clausola “discariche zero”. Inoltre, nessuno poteva stravolgere l’incontestabile parere del Presidente della Repubblica. Di questo cambio repentino di opinione, a oggi, non conosciamo nulla, non c’è chiarezza su cosa sia veramente successo. Il sindaco Barberio pare che voglia indire un Consiglio comunale dopo la sviscerata richiesta dei cittadini riuniti a Corazzo desiderosi di conoscere il pensiero di ogni consigliere comunale, i quali fino ad oggi non hanno manifestato il proprio parere, dopo aver fatto trascorrere ben SEI MESI dacché la Conferenza dei Servizi diede il via libera alla realizzazione della discarica.

Si chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi. Coloro i quali in campagna elettorale hanno sbandierato la contrarietà alla discarica, maggioranza e opposizione, rispettivamente guidati da due veterani della politica, ex sindaci di un decennio ciascuno a Scandale, avrebbero dovuto evitare di riportare i cittadini alla rivolta. Sulla base dei sopradetti punti, ora, hanno il sacrosanto dovere di contestare giuridicamente con tutti i mezzi legali la realizzazione di questa minaccia, lo scrivente insieme al Comitato costituendo c’è sempre stato, e sarà anche questa volta in prima linea a contrastare questa sciagurata politica e l’ennesimo scempio del territorio.

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