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Olio, Coldiretti: crollo del 69%della produzione e import dai paesi africani- Aumentare i controlli

Una prima fotografia dell’uliveto Calabria sull’annata 2019

La Redazione

Catanzaro, martedì 11 Giugno 2019.

Quello
che avevamo delineato e descritto fin dall’inizio della campagna
olivicola di raccolta 2018/2019 e cioè  il crollo della produzione di
olio di
oliva, che, a livello regionale, in base ai primi dati registrava un  –
50% circa, trova conferme nel report di maggio diffuso da ISMEA su dati
Agea che certifica che in Calabria la produzione di olio extravergine
d’oliva si attesta sulle 22mila tonnellate
con  una variazione di – 69% rispetto all’annata precedente. A causare
il calo l’anno scorso hanno contribuitole condizioni climatiche che hanno permesso l’attacco della mosca,
della tignola e in alcune zone il tripide. La produzione media in
Calabria negli ultimi 5 anni è stata di circa 40mila tonnellate di olio
evo. In Calabria operano 692 frantoi il 15% del
totale italiano e sono riconosciute 3 D.O.P. e 1 I.G.P, in Italia sono 38. La Calabria  – ricorda la Coldiretti – è la seconda regione italiana (la terza in Europa) produttrice di olio
con oltre 84mila aziende ad indirizzo olivicolo, una superficie
investita in olivo di oltre 189mila ettari e 215milioni di piante, con
quasi il 50% biologico e un impiego di manodopera, nella filiera,  di
15milioni di giornate lavorative. Ma un altro
fenomeno preoccupa molto coldiretti! Vi è una
forte crescita di  importazioni di olio proveniente dall’Africa, mentre
cala l’export negli Stati Uniti, che è anche uno dei nostri principali
mercati e dove
è in corso una petizione per
chiedere al Dipartimento Usa al Commercio Estero di escludere l’olio
d’oliva europeo, in quanto alimento salutare, dalla lista di prodotti su
cui pende la scure dei dazi minacciati dal presidente
Trump. Quindi dopo un’annata disastrosa sotto il profilo quantitativo siamo anche una  regione importatrice. 
“Stanno arrivando  – afferma il
Presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto – produzioni di qualitĂ 
molto bassa, svendute a prezzi insostenibili, che provocano danni ai
produttori e alla salute dei cittadini . Oltre
al  danno   economico – ribadisce Aceto – vi è la crescita di
importazione di olio extracomunitario che, sbucando dalle nebbie
diventa  magicamente olio calabrese ed italiano solo sulla carta. Una
pericolosissima “macchia d’olio”  che si può allargare 
favorendo comportamenti e triangolazioni scorrette che per la loro
pervasivitĂ  stanno giĂ  assestando un duro colpo alla nostra
olivicoltura.” “Oggi- riferisce Giuseppe Oliva Presidente di Assoproli –
– vi è un mercato stagnante e l’extravergine biologico spunta
un prezzo all’ingrosso di € 5,70 kg che per essere remunerativo 
dovrebbe essere almeno di 7 €; il prezzo dell’extravergine convenzionale
è di 4,60€ kg il prezzo equo dovrebbe essere almeno di 5,50€ kg.
Sull’attuale campagna spiega insieme agli esperti il
presidente dell’associazione olivicola di Coldiretti, la fioritura è
stata eccezionale e non vi è l’occhio di pavone e l’attacco della
tignola e anche la lotta alla mosca olearia risulta efficace anche
grazie ai progetti e ai bollettini settimanali che l’associazione
divulga ai produttori olivicoli”. Ombre e luci che fanno chiedere a
Coldiretti la necessitĂ  di un aumento dei controlli da parte degli enti
preposti lungo la filiera.

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