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Crotone, il rinvio della prima seduta consiliare per mancanza del numero legale lo prevede la legge

I cittadini vanno rispettati per come si sono espressi al momento di votare. Spetta a loro cambiare maggioranza

Giuseppe Livadoti

, mercoledì 12 Giugno 2019.

La
seconda convocazione del consiglio comunale di Crotone è divenuta una regola e
non un evento eccezionale. Ma è anche giusto affermare che la seconda
convocazione non è illegale. La seduta in prima convocazione (10 giugno 2019) è
saltata a causa della mancanza del numero legale determinata dall’assenza di
quasi la metà dei consiglieri che sostengono il Sindaco Ugo Pugliese e quindi
la Maggioranza che amministra la Città di Pitagora. In totale erano presenti in
aula dodici consiglieri (due della minoranza) più il Sindaco. In seconda
convocazione (11 giugno 2019) i consiglieri presenti erano quindici di cui
quattro della minoranza (De Vona, Ambrosio, Curatola, Sorgiovanni). Gli assenti
sia nel settore della maggioranza, che della minoranza. Appare fin troppo
chiaro che le assenze fanno parte di una manovra per giustificare l’ampliamento
dell’attuale maggioranza con consiglieri della minoranza. Una richiesta che
proviene da consiglieri del Pd e dei “I Demokratici” ma che trova la resistenza
del Sindaco Ugo Pugliese. L’ampliamento della maggioranza con consiglieri della
minoranza significherebbe, anche, cedere a questi ultimi qualche assessorato
(attualmente l’urbanistica è sotto l’egida del sindaco Pugliese). È la solita
storia all’Italiana: ignorare la volontà di come i cittadini si sono espressi
al momento di votare, 5 giugno 2016.

Di
fronte a questo “teatrino” dei numeri che si determinano in consiglio comunale,
il Sindaco Ugo Pugliese si tenga lontano e non si faccia condizionare pensando
ad eventuali dimissioni, sarebbe una pesante sconfitta. Non è illegale la
seconda convocazione del consiglio comunale perché il primo è stato annullato
per mancanza del numero legale, lo prevede la legge, e nel rispetto delle
regole non si commette alcun reato.

Sono
ancora tanti i problemi che interessano Crotone, e tutti atavici, da risolvere.
Qualcosa si sta muovendo, anche se lentamente alcuni problemi rimangono senza
soluzione per la non collaborazione del Governo.

Fermarsi
adesso, rimettere il mandato ai crotonesi per nuove elezioni amministrative
significherebbe aver fallito la “missione” ricevuta dai crotonesi tre anni
addietro e dare ragione a chi, fin dal primo giorno, ha scommesso sul
fallimento di quest’amministrazione. Il compito della minoranza è fare da
stimolo e incalzare la maggioranza affinché si risolvano i problemi, e stare
lontano da eventuali incarichi amministrativi che i cittadini non gli hanno
concesso.   

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