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Pesca di frodo del riccio di mare: tenta la fuga in mare ma viene inseguito con un natante privato dai militari della Capitaneria di porto, multato

Durante attività di vigilanza sulla filiera ittica, personale della Capitaneria di porto di Crotone ha intensificato i controlli nell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto al fine di contrastare il fenomeno della pesca di frodo

Comunicato della Capitaneria di Porto

Isola Capo Rizzuto, sabato 15 Giugno 2019.

Durante attività di vigilanza sulla filiera ittica, personale della Capitaneria di porto di Crotone ha intensificato i controlli nell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto al fine di contrastare il fenomeno della pesca di frodo. Oggetto di ispezione non sono stati i soli pescatori professionali muniti di regolare licenza ma anche coloro che, per passatempo, si dedicano all’attività di pesca.
In tale ambito, i militari hanno avvicinato per gli accertamenti di rito un soggetto intento a rientrare con il proprio natante nel porticciolo di Le Castella. Il pescatore sportivo/ricreativo, probabilmente forte del fatto che i militari non fossero dotati in quel momento di mezzo nautico, ha deciso di tentare la fuga via mare. Immediatamente i militari hanno acquisito la disponibilità di un battello privato e hanno inseguito il soggetto riuscendo ad identificarlo ed elevando nei suoi confronti una gravosa sanzione amministrativa di 2000 euro per la pesca e la detenzione di ricci di mare durante il periodo di fermo ( disposto nei mesi maggio – giugno) con il sequestro degli attrezzi utilizzati per la pesca e del motore dell’imbarcazione risultato privo di copertura assicurativa. Il soggetto, che si è volontariamente sottratto al controllo dei militari, è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria.
L’attività di controllo sulla filiera ittica non è stata circoscritta alla sola Area Marina protetta, ma è stata estesa all’intero litorale di competenza. Di fatto alcuni giorno dopo, altri 4 soggetti sono stati sorpresi a commettere lo stesso illecito nelle acque antistanti il lungomare cittadino. Nei confronti di ognuno è stata elevata una sanzione da 2000 euro, cui si sono aggiunte le sanzioni relative alla navigazione nella fascia di mare riservata alla balneazione e all’assenza di documenti a bordo dell’unità fermata.
Il prodotto ittico sequestrato, ancora vivo, è stato rigettato in mare.
L’attenzione della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, riservata alla tutela delle risorse ittiche attraverso mirati servizi di sorveglianza, è sempre alta. Con particolare riferimento alla pesca del riccio di mare, si rammenta che questa è consentita solo nei limiti di 50 unitĂ  per persona, ed esclusivamente al di fuori dei mesi di maggio e giugno, in cui permane il divieto assoluto di cattura.

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