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Oggi: Domenica 16 giugno è la Giornata Mondiale delle tartarughe marine

Wwf: da quest’anno anche droni, bici elettriche e una vela a motore per monitorare le tartarughe sulle spiagge

La Redazione

Roma, domenica 16 Giugno 2019.

La storia di Anna, una tartaruga marina imprigionata da una lenza che tornerĂ  a nuotare

Dall’inizio
dell’anno sono state 28 le tartarughe marine ritrovate sulle spiagge
dagli operatori del Centro di recupero tartarughe marine WWF di
Policoro, tutte della specie Caretta caretta. Di queste 28, dieci erano
vive, ma tutte in difficoltĂ : cinque avevano avuto interazioni con
attrezzi da pesca, una ingerito plastica, mentre le altre quattro erano
debilitate.

Nuovi progetti per monitorare e mettere in sicurezza i nidi di tartarughe marine

Dall’inizio
di giugno piĂą di centro fra operatori e volontari del WWF sono sulle
spiagge di Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Toscana per
individuare e mettere in sicurezza i nidi delle tartarughe marine. Il
progetto Tartarughe marine del WWF Italia, attivo da ormai 20 anni, ha
permesso di censire decine di nidi e di individuare le spiagge piĂą
sensibili per la nidificazione delle tartarughe in Italia. Quest’anno,
oltre il progetto Life Euroturtles, che per il terzo anno si svolge in
collaborazione con altri cinque paesi del Mediterraneo, è stato avviato
TartAmar Calabria, un nuovo progetto (finanziato dalla Regione Calabria
con fondi del Piano Operativo Regionale 2014-2020), che prevede il
monitoraggio delle coste dell’alto Tirreno e Ionio cosentino, non solo
attraverso il pattugliamento mattutino delle spiagge, ma anche mediante
l’uso di droni, bici elettriche e, in via sperimentale, anche con una
vela a motore. L’11 giugno Malcom Deodati dell’ASD Parapendio Pizzo
Tandem Fly, ha dato via al progetto volando sul tratto di costa da
Scalea a Diamante: attraverso una videocamera gopro collocata sul suo
casco, gli operatori del progetto hanno monitorato le spiagge alla
ricerca delle tracce di tartarughe marine. Stanno per partire anche i
campi di volontariato WWF, che prevedono attivitĂ  di salvaguardia delle
tartarughe marine nei centri di Policoro, Torre Guaceto, Torre Salsa,
Crotone. Il WWF non solo è impegnato nella tutela dei lidi, ma anche in
tantissime attivitĂ  di recupero e cura delle tartarughe marine, che
vengono realizzate nei centri di recupero di Molfetta, Torre Guaceto,
Policoro, Capo Rizzuto e di Massa, da numerosi attivisti. 

Anna, la tartaruga marina imprigionata in una lenza

Lo
scorso primo maggio, un sub si era immerso nelle acque di Torre Borraco
(Manduria in provincia di Taranto), quando si accorge che una grande
tartaruga era trattenuta sul fondo da una lunga lenza da pesca. Vengono
subito allertati la Guardia Costiera e il Centro Recupero Tartarughe
Marine WWF di Policoro che, grazie all’organizzazione progettuale “Golfo
di Taranto e Tirreno Meridionale”, attivano i collaboratori presenti
nell’area salentina, predisponendo il recupero con personale veterinario
e biologi marini. L’intervento del gruppo Lega Navale sezione di
Colimena è tempestivo: con l’aiuto del sub, la Caretta caretta viene
liberata dalla lenza che la teneva imprigionata e portata sulla terra
ferma, dove riceve i primi soccorsi e viene stabilizzata grazie alle
cure di Gianluca Cirelli e Gaetano Perrone del Centro Recupero
Tartarughe Marine di Policoro e in presenza del sindaco di Maruggio
Alfredo Longo, del dottor Franco Dirigente dell’Asl n°1 di Taranto. La
malcapitata tartaruga, lunga 75 centimetri e del peso di 56,6 chili,
viene poi trasferita con urgenza al Centro WWF per le successive
indagini veterinarie e stabulata nelle grandi vasche. Anna- questo il
nome che è stato scelto per lei- è davvero bella e forte: ha resistito
alla trappola mortale della lenza, ma la sua disavventura non è finita. I
veterinari si accorgono che la tartaruga aveva subito gravi danni da
costrizione sugli arti anteriori e sul collo. Inizia così una nuova
lotta contro il tempo: la Caretta caretta viene portata alla Sea Turtle
Clinic DMV nell’Università degli Studi di Bari, dove il professor Di
Bello e il suo team fanno ulteriori accertamenti. Le due pinne anteriori
di Anna presentavano gravi lesioni e rischio necrosi dovuto a un
irregolare flusso sanguigno, confermato per l’arto sinistro, che le è
stato amputato da parte dell’equipe chirurgica del dipartimento di
veterinaria di Bari. L’operazione è andata a buon fine e ora Anna è di
nuovo al Centro Recupero del WWF a Policoro per ricevere le cure utili
al suo totale recupero. Nonostante sia priva di una pinna, appena si
sarĂ  ripresa del tutto, Anna potrĂ  di nuovo nuotare libera in mare, e
forse, un giorno, tornare sulla spiaggia in cui è nata per deporre le
sue uova, come accade regolarmente in questo periodo per molte altre
tartarughe lungo le coste italiane. 

Oggi domenica 16 giugno sarà la Giornata Mondiale delle tartarughe marine, ma il WWF lavora ogni giorno per la tutela di quest specie. Per sostenere le attività e i progetti finalizzati alla salvaguardia delle tartarughe marine, ognuno di noi può fare un’adozione tramite QUESTO link. Un semplice gesto può fare la differenza. 



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