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Stop falsi di Stato, agromafie etichette a semaforo

Coldiretti in prima linea per sventare l’attacco al Made in Italy

La Redazione

Catanzaro, venerdì 05 Luglio 2019.

Per la Petizione all’Europa “Stop al Cibo falso” raccolte al momento in Calabria oltre 20mila firme.

 Coldiretti
è in prima linea per sventare gli attacchi al Madein Italy, di cui la
Calabria rappresenta un pezzo importante. Nei giorni scorsi è stato
sventato un vero e proprio blitz ai danni della
produzione agroalimentare nazionale con lo stop alla proposta
emendativa che proponeva la facoltà di utilizzare l’ologramma di Stato
con la dicitura “Made in Italy” per beni alimentari ottenuti anche con
prodotti stranieri. “E’ un risultato importante – sottolinea
Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – per evitare di
legittimare l’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani, 
usando come criterio il codice doganale ai sensi del quale il luogo
d’origine è paradossalmente quello dell’ultima trasformazione
sostanziale, così che cagliate importate dall’estero consentono la
produzione di formaggi italiani o carni macinate, ugualmente provenienti
da Paesi europei o extraeuropei, determinano la produzione di salumi
nazionali. Su questi temi – continua – c’è un forte
impegno della Coldiretti per evitare la recisione del collegamento tra
filiere e territorio, ponendo a rischio investimenti produttivi, posti
di lavoro e occasioni di successo dei nostri prodotti autentici a
livello del commercio internazionale, minacciati
anche dai dazi di Trump che possono far pagare un conto al Made in
italy agroalimentare colpendo vini, formaggi, salumi, pasta, olio
extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta,
pesche e pere in scatola, acqua. Questo favorisce 
le lobby del falso Made in Italy alimentare che solo negli Usa fattura
23 miliardi di euro. Continua la nostra battaglia “stop al cibo falso”
che solo in Calabria ha giĂ  prodotto la raccolta di oltre 20mila firme
per garantire la trasparenza delle informazioni,
dando piena attuazione alla legge sull’obbligo di etichettatura. Altro
pericolo – aggiunge Aceto – è il volume d’affari annuale delle agromafie
che è salito a 24,5 miliardi di euro con un balzo del 12,4% nell’ultimo
anno e per questo è importante realizzare
la riforma dei reati in materia agroalimentare per aggiornare le norme
attuali, risalenti anche agli inizi del 1900”. Il ministro della
Giustizia Bonafede, ha chiesto la collaborazione di Giancarlo Caselli e
dell`Osservatorio Agromafie per procedere alla revisione
delle leggi in materia. Le agromafie sono diventate molto piĂą complesse
e raffinate e non vanno piĂą combattute solo a livello di polizia ma
vanno contrastate – precisa Coldiretti– a tutti i livelli: dalla
produzione alla distribuzione, fino agli uffici dei
colletti bianchi dove transitano i capitali da ripulire”. Altro
pericolo –aggiunge Aceto – viene dall’inganno delle etichette a
semaforo, sostenuto da diverse multinazionali dell’agroalimentare; si
rischia di sostenere modelli alimentari sbagliati che mettono
in pericolo non solo la salute dei cittadini, ma anche il sistema
produttivo di qualitĂ  del Made in Italy. Il sistema di etichettatura a
semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto e – sottolinea
Aceto – finisce per escludere paradossalmente dalla
dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole
per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota
neanche la ricetta. Si rischia – conclude Aceto– di promuovere cibi
spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero
e di bocciare elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva,
considerato il simbolo della dieta mediterranea. L’impegno della
Coldiretti – assicura e conclude Aceto – sarà continuo e vigileremo in
ogni sede per proteggere i primati del nostro agroalimentare”. 

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