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I GD Crotone a sostegno del commisariamento Pd crotonese

La nota della Segreteria Giovani Democratici Città di Crotone

La Redazione

Crotone, martedì 23 Luglio 2019.

Quando un circolo, specie
quello del comune capoluogo, viene commissariato, nessuno può gioire o
gridare vittoria. Il commissariamento certifica “burocraticamente” un
fallimento collettivo. Un fallimento, sarebbe ipocrita
ed irrealistico negarlo, che viene da lontano. Da anni il Partito
democratico non ha una rappresentanza politica a Crotone degna di questo
nome. L’attività di iniziativa politica e di confronto con mondi e
settori, prima vicini al Partito, è ormai inesistente. Mancano i requisiti minimi per poter definire “circolo” o “partito” la “cosa politica” presente in Via Panella.
Non si è nemmeno in grado di definire con precisione chi siano gli
iscritti al circolo crotonese: l’elenco non viene aggiornato seriamente
da anni, né è stato avviato un tesseramento degno di questo nome. Nella
storica sede di Via Panella, ancora una volta, sono state “staccate” le
forniture di luce ed acqua causa mancato pagamento delle bollette:
ennesimo segno di un degrado profondo.

E allora,
come si può parlare seriamente di “rilancio dell’attività politica”?
Come si possono fare propri “successi” elettorali come quelli delle
europee e delle primarie? Viene da pensare che le percentuali di quelle
occasioni siano state conseguite “nonostante” il PD ed il suo gruppo
dirigente, non grazie ad esso. Il “partito” crotonese ha perso qualsiasi
collegamento con la realtà ed il suo elettorato, tanto da non riuscire a
capire quale fosse la sua richiesta più elementare:
fate opposizione. Fare opposizione ad un
sindaco ed alla sua giunta, significa contestare la sua attività di
iniziativa politica costantemente. Significa metterlo in difficoltà con
altre e migliori proposte, utilizzando ogni tecnica consentita dallo
Statuto comunale e dalla tattica politica. Significa contestarlo
ripetutamente in Consiglio comunale e fuori di esso. Ma come è possibile
fare ciò senza avere nemmeno un capogruppo all’interno del consiglio
stesso? Come è possibile con dei consiglieri comunali che agiscono
autonomamente, garantendo sempre il numero legale in consiglio? Quanto è
credibile un partito di opposizione che vota il sindaco avversario
eleggendolo Presidente della provincia? 

In città il Partito democratico viene, giustamente, considerato una comoda stampella di una maggioranza fragilissima.
Fare opposizione non è mai stata la linea politica del Pd
crotonese. Chi nega questa evidenza forse dovrebbe utilizzare il periodo
di commissariamento per una profonda e dovuta autocritica. 

L’augurio è che il nuovo commissario Iacucci si impegni ed aiuti i
pochi volenterosi a ricostruire un circolo da tempo morente. E che,
finalmente, si riparta con iniziative politiche vere e profonde, non
semplici convegni organizzati in prossimità degli eventi elettorali. 

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