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Dell’Aquila (PD): “La conduzione della vicenda preparatoria alle elezioni regionali in Calabria da parte della segreteria nazionale lascia esterrefatti”

E’ quanto afferma nella nota Giuseppe Dell’Aquila, Segr. Circolo PD Cirò Marina, Coordinatore dei circoli PD promotori dell’Assemblea Regionale dei circoli svoltasi a Cz il 27 settembre scorso e Vice presidente della Provincia di Crotone

La Redazione

Catanzaro, domenica 03 Novembre 2019.

È incomprensibile il modo dilettantistico e poco responsabile con cui si sta gestendo da parte del commissario regionale Stefano Graziano e del componente della segreteria nazionale del partito, Nicola Oddati, la procedura di designazione del candidato presidente ed ancor peggio la costruzione della coalizione elettorale. Il PD è stato condotto in un vicolo cieco. La linea seguita finora ha determinato l’isolamento del partito che, di fatto, si trova a dover discutere (e ancora nemmeno alleato) solo con Articolo 1 e singole persone di alcune diaspore comuniste. L’alleanza delle forze riformiste, civiche e progressiste invece è in campo ed è l’unico schieramento dove si parla della Calabria e del suo futuro. Il commissario regionale del PD non è stato in grado di proporre  finora neanche uno straccio di proposta programmatica e sul candidato presidente si ostina solo a pronunciare il veto sulla ricandidatura del presidente della giunta regionale uscente.Ciò che è ancora più grave è la pretesa che, difronte a questo scenario disastroso, si richieda disciplina e silenzio da parte degli iscritti, dei circoli territoriali e degli organismi democraticamente eletti nei congressi provinciali. Riteniamo sia inaccettabile che l’impegno assunto, nell’incontro svoltosi a Roma tra i rappresentanti dei circoli PD della Calabria e quelli della segreteria nazionale, non venga rispettato. Lo chiedono con forza migliaia di iscritti. Le regole del funzionamento democratico e trasparente vanno da tutti rispettate, a partire dai dirigenti nazionali. È persino lecito che la segreteria nazionale non si pronunci a favore della candidatura di Mario Oliverio ma a condizione che ne spieghi le ragioni ed avanzi una proposta alternativa che si dimostri di essere meno divisiva e più capace di competere per vincere. Ad oggi niente di tutto questo. Si propone l’avventura al buio. Non è lecita ma ancora più assurda è la pretesa di volere imporre da Roma candidato e coalizione attraverso diktat autoritari e senza rispettare quelle norme statutarie che regolamentano con chiarezza il “come e il chi” decide la designazione della proposta del PD, sia per il candidato che per il programma e la coalizione. È inammissibile che non si voglia riconoscere agli iscritti del partito il diritto di pronunciarsi su queste scelte e nel caso di proposte diverse di consentire lo svolgimento delle elezioni primarie.



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