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Poche opportunità lavorative per la donna in una provincia come Crotone con il più elevato tasso di disoccupazione

Ne parliamo con Stefania Taverniti segretaria area vasta Flai Cgil

Giuseppe Livadoti

CROTONE, mercoledì 06 Novembre 2019.

La disoccupazione nella provincia di Crotone con riferimento agli ultimi dati pubblicati dai vari istituti è pari al 30%, il più elevato a livello nazionale. Numeri preoccupanti senza la minima possibilità di un’inversione di rotta nel breve e medio termine. La città capoluogo continua ad essere interessata a continue dismissioni occupazionali, specie nel settore alimentare. Le donne pagano il prezzo più salato alla disoccupazione nel crotonese. Di tutto ciò ne parliamo con Stefania Taverniti segretaria Flai Cgil.

Segretaria Stefania Tavernita, per una
donna che vuole lavorare a Crotone, ci sono opportunità?

“Giorni
addietro, attraverso un comunicato ho denunciato la situazione delle pari
opportunità in generale. Una situazione che riguarda tutto il Paese ma in
particolare Crotone. La situazione delle pari opportunità nel nostro territorio
è messa male. Le donne, da sempre, dobbiamo lottare e tanto per ritagliarci uno
spazio lavorativo. Nonostante tutti gli sforzi che facciamo, anche dal punto di
vista professionale per stare al passo con le esigenze attuali, veniamo
comunque emarginate”.

Crotone conta un’enorme disoccupazione,
questo emargina di più la donna dal lavoro o esiste la possibilità di creare
una migliore situazione?

“Tantissimo
si può fare a Crotone per il lavoro anche femminile. Non esiste la volontà
politica nel creare le condizioni. La donna è richiesta soltanto per lavori di
bassa professionalità pur essendo professionalmente capace alla pari dell’uomo.
La discriminazione si nota maggiormente nel pubblico impiego. Gli uomini fanno
anche fronte comune per isolare le donne da certi lavori. Un rimprovero lo
faccio anche a noi donne che, diversamente dagli uomini, non riusciamo a fare
fronte comune per difendere i nostri diritti”.

Esiste il preconcetto che la donna non è
in grado di svolgere lo stesso lavoro dell’uomo?

“Non
ci considerano all’altezza di fare lo stesso lavoro. E questo, ripeto, è colpa
della politica che non garantisce pari diritti. Le Istituzioni non intervengono
mai quando una donna denuncia certi atteggiamenti nei suoi confronti sul posto
di lavoro. La Giunta regionale della Calabria è formata da una sola donna.
Questo dimostra il garantismo istituzionale nei confronti delle pari
opportunità”.

Chi ha la delega alle pari opportunità
del Comune di Crotone, si è incontrato con il sindacato per discutere
dell’argomento lavoro al femminile, e altre opportunità a favore delle donne?

“Al
momento ancora no. A dire il vero neanche noi abbiamo chiesto un incontro. Ciò
che possiamo affermare che la Giunta comunale, fin dal primo insediamento
subito dopo il voto del 2016, ha ritenuto rilevante la presenza della donna
nell’Amministrazione e queste hanno sempre dato un ottimo contributo. È l’unico
dato positivo che possiamo leggere a Crotone. Spero che ce ne siano altri e
all’indirizzo delle donne in cerca di lavoro prima che termini il mandato
consiliare”.

A Crotone ci sarà un migliore viatico
per le pari opportunità?

“Lo
spero e sono fiduciosa che questo potrà avvenire. Perché avvenga è necessario
che le donne rivendichiamo con sempre più forza ciò che ci deve essere dato per
diritto e non per gentile concessione”.

Il ritorno della lotta al femminile come
gli anni settanta ancora non c’è, ma non è che la donna ha smesso di lottare
perché nessuna istituzione le da più retta e la disoccupazione è sempre in
aumento?

“Giorni
addietro un supermercato di Crotone, Carrefour, ha licenziato 52 dipendenti tra
cui molte donne. Tutti i dipendenti licenziati, donne comprese, stanno lottando
per il posto di lavoro. Questo è la giusta risposta a chi vorrebbe sempre fare
macelleria occupazionale nel Sud, in particolare a Crotone. Dobbiamo evitare di
accettare con passività tutto  ciò che
arriva dall’alto e rivendicare il dovuto che ci appartiene. Si deve tornare ad
occupare le Piazze come un tempo, quando con le lotte si aprivano e concludevano
trattative importanti”.

In quali settori si dovrebbe creare lavoro
a Crotone e nel territorio?

“Non
inventiamo niente nell’affermare che il settore agricolo è quello che più
potrebbe creare sviluppo e occupazione a Crotone, accompagnato da un buon progetto
per favorire il turismo. Molte donne si stanno avvicinando all’imprenditoria
agricola con buone possibilità. Tanti prodotti quali vino e formaggi, sono
apprezzati e importati da altre regioni”.

Attraverso l’agricoltura e il turismo la
rinascita di Crotone se però si incrementa il lavoro per le donne?

“Si,
però al momento Crotone fa registrare soltanto emigrati giovani alla ricerca
del lavoro dopo aver conseguito un titolo di studio. Scrutando l’orizzonte
ancora nulla s’intravede per un’inversione di rotta. Oltre alla perdita della
grossa industria, Crotone sta vivendo un periodo poco felice per quanto
riguarda la piccola e media imprenditoria”. 
     



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