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Corrado e Barbuto (M5s): Ancora una volta, i cittadini di Crotone rischiano di essere vittime della favola nera della ‘città felice’!

In settimana sarà depositata in Senato una interrogazione che chiede conto al ministro Speranza dell’incapacità o, peggio, della volontà dell’ASP Crotone, non contrastata dagli Uffici superiori, di far fallire un importante progetto

La Redazione

Crotone, domenica 17 Novembre 2019.

In settimana sarà depositata in Senato una interrogazione che chiede conto al ministro Speranza dell’incapacità o, peggio, della volontà dell’ASP Crotone, non contrastata dagli Uffici superiori, di far fallire un importante progetto del Centro Internazionale di Studi Avanzati su Ambiente, Ecosistema e Salute Umana (CISAS), che avrebbe dovuto coinvolgere, oltre ai SIN siciliani di Augusta/Priolo e Milazzo, anche il SIN di Crotone, svolgendosi nel triennio 2016-2019.
Un progetto finanziato dal CIPE e dal CNR finalizzato, nell’insieme, a sviluppare una complessa azione di ricerca scientifica tesa alla comprensione dei fenomeni di inquinamento ambientale multi-elemento e del loro impatto sull’ecosistema e la salute umana, nell’ottica sia del contrasto degli effetti avversi dell’inquinamento sia della prevenzione primaria.
Quanto al CISAS-Crotone, questo parte dalla documentata presenza, nel sito, di alte concentrazioni di metalli pesanti e dai risultati di alcuni studi epidemiologici con disegno ecologico che hanno mostrato (oltre ad un eccesso della mortalità per tumori renali nei maschi e nelle femmine, e nelle donne per le malattie dell’apparato genito urinario e per insufficienza renale) una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari. Basandosi sulla misura di marcatori biologici e indicatori di rischio, il progetto CISAS-Crotone avrebbe dovuto concernere la “Valutazione di biomarcatori cardiovascolari nelle aree dei siti inquinati di Crotone” e usare come fonte di campionamento l’elenco degli assistiti dell’Asp Crotone, coinvolgendo 300 soggetti in prevenzione primaria cardiovascolare dai 40 ai 70 anni, di cui 150 selezionati a Crotone e 150 extra SIN, nei Comuni di Cutro e Isola.
Alle due parlamentari M5S del territorio, che hanno concordato l’interrogazione, sono stati segnalati i passaggi chiave della vicenda, riassumibili come segue: l’ASL Crotone ha manifestato ufficialmente la volontà di partecipare al progetto CISAS solo il 7 luglio 2017 e il parere favorevole del Comitato Etico Centro Calabria è stato rilasciato il 20 luglio successivo; l’autorizzazione dell’ASP è del’1 febbraio 2018 e una convenzione per l’esecuzione dello studio è stata in fine stipulata, tra l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, con sede a Pisa, e la stessa ASP, il 13 marzo 2018. Le attività operative spettanti all’ASP, però, non sono partite e nonostante che l’IFC di Pisa, dopo mille vane sollecitazioni, abbia scritto, da ultimo, l’8 agosto 2019, minacciando la risoluzione del contratto ma dicendosi comunque disponibile a semplificare le attività previste in considerazione del gravissimo ritardo, il Direttore Generale FF dott.ssa Bernardi non ha ritenuto di rispondere a quella missiva. Ad oggi è silenzio anche rispetto all’invito ultimativo del 7 ottobre, da parte dello stesso IFC-CNR, ad avviare l’attività prevista entro e non oltre il 30 ottobre 2019, ormai abbondantemente trascorso, pena l’assunzione di “provvedimenti a tutela dell’istituzione, del progetto e dei ricercatori coinvolti”.
Se a ciò aggiungiamo le ‘difficoltà’ del dott. Tallarigo, Direttore dell’U.O.C. di Anatomia Patologica dell’Ospedale “San Giovanni di Dio”, dov’è allocato il Centro Operativo Regionale del Registro Nazionale dei Mesoteliomi, a vedere garantita l’operatività del C.O.R. dopo le dimissioni dell’unico addetto, lacuna alla quale la Direzione Generale vorrebbe fare fronte con un amministrativo, non dipendente, disponibile solo fuori dall’orario lavorativo e dunque in regime di straordinario, siamo costretti a prendere atto che la salute dei cittadini, in spregio alle garanzie costituzionali, non conta nulla e che l’auspicata bonifica del SIN dovrà rimuovere anche un gravissimo inquinamento delle coscienze, le cui responsabilità sono spesso ben radicate nel sistema clientelare che vige sul territorio.

E’ quanto affermano Margherita Corrado (M5S Senato) e Elisabetta Barbuto (M5S Camera)



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